Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Comunicati stampa

Attenzione. I materiali pubblicati in questa pagina non sono prodotti da Vorrei.
Vengono pubblicati su richiesta dei mittenti i quali se ne assumono ogni resposabilità.
Inviate i vostri comunicati a: info@vorrei.org

Print Friendly, PDF & Email
Print Friendly, PDF & Email

Nuova Palestra polifunzionale, approvato il progetto esecutivo

Una palestra polifunzionale in grado di diventare un nuovo polo di riferimento sportivo per tutta la città, inserita nel contesto del quartiere don Moscotti e progettata per accogliere molteplici discipline sportive. La Giunta Comunale ha approvato il progetto esecutivo del nuovo Palazzetto sportivo previsto nell’ambito del Contratto di quartiere, l’accordo di programma tra Regione Lombardia, Comune e Aler firmato nel 2007 nel quale è prevista la riqualificazione urbanistica e sociale del quartiere don Moscotti.

Il Palazzetto polifunzionale sarà a servizio dell’intero quartiere ma, più in generale, si pone come una struttura all’avanguardia per tutto il territorio lissonese. A seguito dell’approvazione del progetto definitivo (settembre 2016) è stata bandita la gara ad evidenza pubblica per un Partenariato Pubblico Privato per la progettazione esecutiva, la realizzazione, il finanziamento e la manutenzione ordinaria per un periodo di 15 anni della nuova palestra polifunzionale.

La parte tecnica della verifica, riferita agli elaborati grafici del progetto esecutivo, è a tutti gli effetti conclusa. L’Amministrazione Comunale, attraverso la delibera della Giunta Comunale, ha provveduto all’approvazione del progetto esecutivo del palazzetto polifunzionale verificato e validato quale fase propedeutica e necessaria per l’avvio dei lavori di realizzazione del palazzetto.

La realizzazione dell’opera è stata aggiudicata all’impresa Artedil Srl di Villa D’Adda. L’ammontare complessivo dei lavori è di circa 2,5 milioni di euro, di cui 300mila euro a disposizione dell’Amministrazione Comunale. Dalla consegna cantiere alla fine lavori, sono previsti 480 giorni per la realizzazione dell’opera.

"Con l'approvazione del progetto esecutivo, si avvicina il giorno della simbolica posa della prima pietra del nuovo palazzetto sportivo - afferma il Sindaco di Lissone, Concettina Monguzzi - Al termine dei lavori la città si doterà di una struttura innovativa e all'avanguardia che diventerà un'ulteriore "casa" delle società e delle associazioni sportive. Prosegue il percorso per la conclusione del Contratto di quartiere: insieme con Regione Lombardia e Aler si procederà per dar conclusione alla riqualificazione urbanistica, mentre l'Amministrazione Comunale monitorerà direttamente la costruzione del palazzetto, opera di propria competenza".

Lissone, 18 Settembre 2019

 

Print Friendly, PDF & Email

MONZA, COLONNINE DI RICARICA PER AUTO ELETTRICHE

Le prime nove «stazioni di rifornimento» saranno installate entro la fine dell’anno

 MONZA, settembre 2019 - Il valore della mobilità green è al centro della nuova iniziativa messa in campo dall’Amministrazione comunale di Monza e da AEVV Impianti. L’azienda del gruppo Acsm Agam si è aggiudicata la gara per la realizzazione di un’infrastruttura di ricarica di auto elettriche di 79 colonnine da realizzarsi in modo progressivo. Le prime nove, tra colonnine di ricarica e «car sharing», saranno installate entro la fine dell’anno nelle seguenti zone: San Gottardo, San Carlo, Stadio, Sobborghi, Centro storico e piazza Castello. Un altro gruppo entro marzo. È comunque già definita la mappa cittadina che delineerà una rete capillare al servizio degli automobilisti.

Le paline di ricarica previste sono di tipologie differenti, normal power e high power, in maniera di consentire all’utente la possibilità di ricaricare l’auto elettrica con velocità differenti. Semplicissima la modalità di utilizzo.

 Il progetto contempla inoltre l’istituzione di un servizio di car sharing con auto elettriche.

 L’attività fa parte della business unit che si occupa di innovazione e tecnologie smart. «L’operazione – sottolineano Iacopo Picate e Giovanni Chighine, rispettivamente amministratore delegato di AEVV Impianti e bu leader – rientra nei nuovi ambiti di attività di Acsm Agam. Risponde alle aspettative della comunità e dell’Amministrazione municipale locali in tema di smart city e rispetto dell’ambiente». Il Gruppo ha varato il Bilancio di Sostenibilità, proprio per segnalare le buone pratiche sviluppate a beneficio dei territori. Proprio Aevv Impianti aveva lanciato una colonnina per la ricarica delle bici elettriche, messa a punto da Paolo Lazzarini, responsabile area Rinnovabili.

 Aevv Impianti garantirà al Comune di Monza tre auto elettriche in «car sharing» e una cinquantina di tessere con quindici ore al mese di utilizzo ciascuna (oltre le quindici ore sarà applicato uno sconto del 25% sul prezzo di listino). «Proprio nella “Settimana Europea della Mobilità Sostenibile” avviamo questo importante progetto – spiegano il Sindaco Dario Allevi e Federico Arena, assessore alla Viabilità – che ci consentirà di rottamare parte del parco auto esistente, formato da veicoli vecchi e, quindi, più inquinanti. La soluzione più efficace passa attraverso l’utilizzo di tutte le nuove tecnologie a basso impatto ambientale, a cominciare dall’elettrico per ridurre le emissioni e aumentare i risparmi. Questo è un momento strategico per la mobilità elettrica. Da un lato sta crescendo l’interesse dei cittadini, dall’alto la qualità dell’offerta da parte di operatori e fornitori è sempre maggiore. Per questo da parte delle Pubbliche Amministrazioni sono vincenti le politiche sulla mobilità urbana e noi intendiamo continuare a lavorare su questo terreno. La sfida al traffico, all’inquinamento atmosferico e alle emissioni che abbiamo davanti si vince anche con progetti di mobilità alternativa».

 

Print Friendly, PDF & Email

Riapertura dei roccoli, una vergogna lombarda.

Sabato 21 settembre manifestazione a Milano, ci sarà anche ENPA.

Nato in periodo medievale, il roccolo, costituito da serie di alberi disposti in circolo tra i quali vengono posizionate reti e al cui centro vengono posti gli uccelli da richiamo in piccolissime gabbie, era una postazione di caccia utilizzata dagli uccellatori per catturare avifauna migratoria viva. Oggi la maggior parte dei roccoli è abbandonata a se stessa, ma alcuni si possono considerare esempi ben conservati di architettura naturalistica.

Pensavamo che i roccoli, nelle cui maglie oltre agli uccelli “autorizzati” finiscono anche migliaia di piccoli uccelli che non sopravvivono (e che alimentano il mercato abusivo della “polenta e osei”), appartenessero ormai a una crudele tradizione venatoria del passato, anche alla luce di quanto era accaduto nell’ottobre scorso, quando il Consiglio regionale della Lombardia aveva bocciato il tentativo di riattivare la cattura di richiami vivi.

Purtroppo, a distanza di poco più di un anno, le cose sembrano volgere al peggio: l’assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi, appartenente a quella Lega da sempre sostenitrice della lobby dei cacciatori, lo scorso 31 luglio ha annunciato la riapertura di 24 roccoli in Lombardia nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 15 dicembre.

La Regione autorizza “la cattura di uccelli selvatici (tordo bottaccio, tordo sassello, cesena e merlo, ndr) a fini di richiamo”. Potranno essere catturati massimo 12.700 uccelli da richiamo. Due terzi dei roccoli, 16 su 24, saranno attivi nel Bergamasco, 7 opereranno nel Bresciano, uno in provincia di Lecco. Ogni roccolo dovrà essere autorizzato dalla Regione. Nelle intenzioni della giunta, un quinto delle catture dovrà essere destinato agli allevamenti professionali per la riproduzione di soggetti in cattività.

Le associazioni ENPA,​ LAC, LAV, LIPU, WWF e CABS (Committee Against Bird Slaughter) si sono unite per far fronte a quella che si preannuncia come una strage: 13mila piccoli uccelli (tordi, merli e cesene) saranno regalati ai cacciatori ed allevatori per attirare le prede. E questo nonostante i pareri negativi di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) e del Ministero dell’Ambiente, e rifiutando la sostanziale abolizione contenuta nella legge nazionale 157/1992 della cattura di richiami vivi, avvenuta nel 2015 anche per rispondere ad una procedura europea.

Per questi motivi ENPA, ​LAC, LAV, LIPU, WWF e ​CABS condannano fortemente l’iniziativa regionale e hanno annunciato il ricorso alla giustizia amministrativa, la richiesta di intervento del Ministero dell’Ambiente e la denuncia alla Commissione UE con richiesta di riapertura della procedura e la conseguente condanna.

Tutti in piazza a protestare

Sabato 21 settembre, dalle 14.30 alle 17.30, le associazioni LAC, LAV, CABS LIPU, ENPA e WWF organizzano un presidio contro la caccia, a Milano in piazza Duca d’Aosta/Palazzo Pirelli (a due passi dalla Stazione Centrale). Una protesta pacifica ma severa contro i pessimi provvedimenti della Regione Lombardia, tra cui la cattura dei piccoli uccelli migratori a fini di impiego come richiami vivi.

Si può protestare anche online

Su www.change.org è stata lanciata una petizione per dire NO alla cattura di richiami vivi in Lombardia che ha già raggiunto quasi 41.000 adesioni. Per firmare, cliccare qui: https://www.change.org/p/no-alla-cattura-di-richiami-vivi-e-all-abbattimento-di-uccelli-protetti-in-lombardia

 

Print Friendly, PDF & Email

QUOTIDIANITÀ DI UN DRAMMA

Percorso formativo per insegnare a convivere con la demenza. L’Assessore Désirée Merlini: «Dietro una malattia c’è sempre e prima di tutto una persona»

 Monza, 16 settembre 2019. In Italia le persone affette da demenza sono oltre un milione. Fra loro 600 mila soffrono di Alzheimer. Nel tempo questa malattia neurodegenerativa, che distrugge progressivamente le cellule del cervello, porta alla perdita di memoria e alla difficoltà di relazionarsi. E così una madre non riconosce il figlio, un marito la moglie. Un’emergenza sociale e sanitaria destinata ad aggravarsi ulteriormente con l'invecchiamento della popolazione.

 L’informazione attraverso la formazione. Per rispondere a questa emergenza il progetto «Dementia Friendly Community», ricompreso nelle azioni di «Monza Family», propone un percorso formativo per imparare a convivere con la demenza: tre incontri rivolti a specifiche categorie professionali (commercianti, farmacisti, autisti di autobus e agenti di Polizia Locale) finalizzati a sviluppare capacità comunicative per riuscire ad entrare in relazione con persone che presentano disturbi cognitivi. «I numeri ci dicono che dobbiamo lavorare per potenziare la consapevolezza sul tema della demenza, per supportare le famiglie e le persone più vicine ai malati e per informare, spiega l’Assessore alle Politiche Sociali Désirée MerliniQuesto è il percorso che abbiamo scelto di intraprendere con il “Dementia Friendly Community” creando una rete di cittadini consapevoli che possano aiutare la comunità a prendersene cura».

 Il programma. Il primo appuntamento si è svolto oggi, lunedì 16 settembre, presso «Il Paese Ritrovato». Il secondo incontro è in programma lunedì 30 settembre, alle 14, presso il «CDI Alzheimer» di via Gallarana, 48, mentre l’ultimo, in Sala «Carver» al «Binario 7» (via Turati, 8), si svolgerà lunedì 25 novembre. L’obiettivo del «mini corso», attraverso «lezioni» frontali e interattive e case-history, è offrire un quadro generale sulle caratteristiche della malattia e insegnare ad approcciarsi e a relazionarsi con i soggetti affetti da deterioramento della memoria. Il «corso» è promosso dal Comune di Monza in collaborazione con ATS, ASST, la Cooperativa «Nuovo Solco» e la Cooperativa «La Meridiana».

 «Fermata Alzheimer» a Monza. Di Alzheimer si parlerà anche martedì 17 settembre in piazza San Paolo in occasione della tappa monzese di «Fermata Alzheimer», un tour itinerante promosso dal «Gruppo Korian» che porterà in undici città italiane personale specializzato, eventi, iniziative e un percorso sensoriale per conoscere la malattia.

 Prima le persone. «I malati e i loro familiari – conclude l’Assessore – devono affrontare un lungo percorso prima di arrivare a superare pregiudizi, discriminazione e isolamento, con cui spesso sono costretti a convivere quotidianamente e che riducono le chance per le persone affette da Alzheimer o demenza di vedersi e sentirsi come tutti gli altri. L’obiettivo del progetto “Dementia Friendly Community” è proprio quello di lavorare per l’inclusione perché non dobbiamo mai dimenticare che dietro una malattia c’è sempre e prima di tutto una persona».

 La demenza a teatroVenerdì 11 ottobre, infine, alle ore 21 la Sala Picasso del Teatro «Binario 7» ospiterà «Quotidianità di un dramma», una rappresentazione teatrale per raccontare con il linguaggio del teatro la vita di ogni giorno delle persone con disturbi cognitivi e demenze. Prodotto dalla compagnia «La Piccola Ribalta - Enrico Maghini», gruppo filodrammatico di Melegnano attivo dal 1972, con testi di Antonio Monteleone, regia di Marco Pavesi e «voce guida» di Alfredo Colina. In collaborazione con «Anni Azzurri». Ingresso gratuito aperto a tutti i cittadini su prenotazione (tel. 039/23.74.338 – email: sociali.anziani@comune.monza.it).

 

Print Friendly, PDF & Email

Nell'ambito del PUMS una serata di dialoghi, letture e musiche per far crescere insieme la cultura della sostenibilità.

 Ne parlano con i cittadini:

Francesco Sartini (Sindaco),
Maurizio Bertinelli (Assessore alla mobilità)
Paolo Ruffino (esperto di mobilità e cultura della ciclabilità).

Giovedì 26 settembre alle ore 20.30 nel cortile di Palazzo Trotti - Vimercate

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Variante PGT Monza, Il Coordinamento di Associazioni e Comitati: “Necessario fermare il consumo di suolo”

Con riferimento ad alcune dichiarazioni rilasciate dall’assessore Sassoli in un articolo di MBNews del 27 Agosto 2019 (Variante Pgt Monza, il Comune ai Comitati cittadini: “Dialogo, ma solo senza veti”) il Coordinamento di Associazioni e Comitati di Monza desidera fare alcune precisazioni.

- È importante ricordare che il Coordinamento ha dialogato con l’attuale Amministrazione Comunale sin dall’inizio del suo mandato, sia all’interno del tavolo tecnico sia attraverso altri canali istituzionali, presentando proposte di urbanistica partecipata e mobilità sostenibile tramite vari documenti (Criticità in alcuni quartieri, Modifiche alle Norme del PGT, Libro Bianco 2.0, Suggerimenti alla Variante PGT).

Il Coordinamento ha sempre e coerentemente ribadito, nei vari documenti redatti e ad ogni tavolo, l’obiettivo prioritario della propria visione urbanistica: fermare il consumo di suolo.

- In merito alla petizione online “Proposte per Monza: sviluppo sostenibile e zero consumo di suolo” (su change.org), il Coordinamento non riscontra alcun “allineamento”, come affermato dall’Assessore Sassoli, con l’operato dell’attuale Amministrazione poiché in realtà si registra che:

nella Variante PGT di Monza (avviata il 20/12/2018) viene mantenuto il consumo di suolo previsto dal piano vigente; nel PTCP (Piano Territoriale Coordinamento Provinciale) di Monza Brianza (in fase di adeguamento) è presente e previsto consumo di suolo anche per Monza; nel PTR (Piano Territoriale Regionale) della Lombardia (la cui integrazione è stata approvata il 19/12/2018) sono indicate delle soglie di riduzione del consumo di suolo alle quali dovranno adeguarsi le Province ed i Comuni. 

- In merito ad alcuni numeri che compaiono nella petizione online si precisa che sono dati ufficiali in quanto:

la superficie urbanizzata al 68,82% (DUSAF 2012) e il patrimonio delle aree dismesse di circa 650.000 mq sono valori recuperati dalla Relazione del Documento di Piano del PGT; il 12% degli alloggi (circa 6980) che risultano non occupati (ISTAT dicembre 2016) è un valore estrapolato dalla Scheda allegata alla delibera di Giunta n.90 del 27/03/2019 avente oggetto “Adesione al bando Urban Innovate Action mediante progetto CO.HESION” relativa alla predisposizione di soluzioni innovative per l’housing sociale. A proposito dei Piani Attuativi, rispetto ai numeri riferiti alla data maggio 2019, c’è da registrare purtroppo un aumento del consumo di suolo, perché da gennaio 2012 a luglio 2019, ne sono stati approvati 29 (di cui 18 su aree libere), gli ultimi due proprio a luglio (PA Via Clementi Via Paganini, PA viale Stucchi).

 - il Coordinamento, a fronte della dannosa e protratta cementificazione di suolo libero da parte dell’AC, ha ritenuto quindi opportuno lanciare una raccolta firme cartacea e online invitando i Monzesi a firmarla e diffonderla. Tra le varie richieste in essa contenute, viene ribadito che:

è necessario un provvedimento di salvaguardia su tutte le aree libere per evitare ulteriore cementificazione di aree verdi ed agricole, sino all’approvazione di una Variante PGT a ZERO CONSUMO di SUOLO; è altresì importante intraprendere interventi sul patrimonio edilizio esistente (recupero aree dismesse, riqualificazione energetica edifici, assegnazione alloggi non occupati).

Tutto ciò per riaffermare che la SALUTE e il BENESSERE dei cittadini monzesi devono essere obiettivi prioritari per un’amministrazione comunale e che vanno perseguiti anche e soprattutto attraverso scelte urbanistiche lungimiranti come la tutela delle aree verdi e agricole rimaste che sono fondamentali a livello ambientale, sociale, produttivo ed in grado di contrastare in modo efficace gli effetti negativi dei cambiamenti climatici (alluvioni, siccità, ondate di calore,).

Il Coordinamento di Associazioni e Comitati di Monza

Aderiscono al Coordinamento: Legambiente Circolo di Monza, CCR Gruppo ambiente e territorio, Comitato Parco di Monza A. Cederna, Comitato Bastacemento, Comitato via Boito-Monteverdi, Comitato via della Blandoria, Comitato Triante, Comitato quartiere S. Albino, Comitato quartiere San Donato, Comitato quartiere San Carlo e San Giuseppe, Comitato Buon Pastore.

 

Print Friendly, PDF & Email

La “Dichiarazione per l’adattamento climatico” sottoscritta dal Comune di Monza e la sua politica urbanistica.

Lo scorso 30 Luglio la Giunta comunale ha aderito al manifesto, proposto da “Green City Network”, per adattare la sua iniziativa politica ai cambiamenti climatici. Dieci importanti punti, consigliati dalla “Fondazione Sviluppo Sostenibile”, per ridurre l’impatto ambientale nella gestione e nello sviluppo di un territorio comunale. Tra questo vogliamo porre l’attenzione su:

2: Integrare le politiche e le misure di adattamento con quelle di mitigazione del cambiamento climatico

6: Puntare di più sulle soluzioni basate sulla natura
8: Affrontare le ondate e le isole di calore

e nello specifico l’affermazione, riportata nel comunicato stampa del Comune, dell’Assessore all’Ambiente e al PGT: “O ancora lo sconto del 50% per . . . il rimboschimento di aree verdi in collaborazione con il privato in caso di convenzione urbanistiche, . ..”

Ci domandiamo come mai questa dichiarazione e questi principi non siano stati applicati in diversi Piani Attuativi approvati. Ricordiamo quello di Viale Stucchi e di diversi altri in cui la cessione di aree e le compensazioni ambientali sono state monetizzate e non convertite in opere di: realizzazione di aree verdi, riduzione delle oasi di calore, nella de-impermeabilizzazione del suolo, ecc..

Come sempre i buoni propositi sono, nella pratica, disattesi.

Monza, 14.09.19

LEGAMBIENTE MONZA

 

Print Friendly, PDF & Email

Dichiarazione di Emergenza Ciclabile

Al Comune di Monza, ai Comuni della Brianza, alla Provincia di Monza e Brianza, con il presente documento chiediamo di includere la Dichiarazione di Emergenza Ciclabile all’interno della Dichiarazione di Emergenza Climatica (e Ambientale) che chiediamo come Fridays For Future - Monza dal 24 maggio. Chiediamo infatti alle amministrazioni brianzole di agire in sinergia con i cittadini seguendo queste proposte concrete per un territorio più sicuro, meno inquinato, più intelligente: 1. Bicipolitana cittadina La Bicipolitana è una metropolitana in superficie, dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono le biciclette. Lo schema utilizzato è quello delle metropolitane di tutto il mondo. Vi sono delle linee (rossa, verde, gialla...) che collegano diverse zone della città, permettendo uno spostamento rapido, con zero spesa, zero inquinamento, zero stress. Chiediamo al Comune di Monza di seguire il modello del Comune di Pesaro ideando un progetto di Bicipolitana che veda la compartecipazione dei cittadini. Qui di seguito la proposta per Monza di Andrea D’Ambrosio, che ha utilizzato ciclabili già presenti e ciclabili che sarebbero da realizzare: https://www.facebook.com/fridaysforfuturemonza/photos/gm.518642888703945/7190707252238 33/. Per saperne di più: ➤ Bicipolitana del Comune di Pesaro http://www.comune.pesaro.pu.it/viabilitaemobilita/citta-della-bicicletta/bicipolitana/ ➤ La proposta di Bicipolitana di Andrea D’Ambrosio https://www.facebook.com/fridaysforfuturemonza/photos/gm.518642888703945/7190707252238 33/ 2. Connessione ciclabile con Milano e la Brianza Riteniamo fondamentale l’interconnessione ciclabile non solo con il resto della Brianza, ma anche con la città di Milano, da cui per altro Monza potrebbe imparare molto per quanto riguarda l’accessibilità per Tpl, sharing mobility e bici (Milano al 64%, Monza solo al 33% - Dati Legambiente). Per far aumentare la percentuale dal 27% di trasporti a zero emissioni di Monza al 52% di Milano, la strada da percorrere è anche quella dell’implementazione delle vie di collegamento sostenibili rispetto al sistema di trasporti del capoluogo di Regione. Accogliamo quindi la proposta di FIAB - Monza in bici chiedendo al Comune di Monza la creazione di una corsia in corso Milano, vista di buon occhio dagli stessi commercianti lì operanti, che favorisca i percorsi di bus e biciclette fino alla fermata della metro di Bettola (in costruzione al confine con Cinisello). Così facendo sarà possibile da un lato combattere la sosta vietata e prolungata dei veicoli in questo tratto, dall’altro abbattere l’inquinamento urbano in un modo veloce, sostenibile e razionale per il trasporto pubblico. I cittadini brianzoli hanno bisogno di una rete ciclabile provinciale intelligente, perciò riteniamo necessario che venga al più presto formato un tavolo tra Comuni della provincia di Monza e Brianza per la ciclabilità brianzola, con la sigla di un Protocollo d’intesa tra enti come già attuato nel lecchese per la mobilità dolce. Dalla Regione, stando agli annunci di inizio anno sui giornali, sarebbero arrivati ingenti finanziamenti da spendere entro l’anno corrente ai Comuni di Monza, Giussano e Lissone per sistemare le ciclabili in rovina e per costruirne di nuove. Al momento non è ancora stato chiarito ai cittadini se questi interventi a Monza saranno attuati o se i finanziamenti verranno sprecati, ma rimane forte il nostro appello alle amministrazioni affinché l’interconnessione ciclabile sul territorio monzese e tra Monza e i comuni limitrofi divenga realtà. Non possiamo più accettare il ritardo di oltre 2 anni della Brumosa (Monza-Brugherio), né i collegamenti mancati o non sufficienti come Malcantone-Monza-Concorezzo, il raccordo dal ponte tra Sant'Albino e Brugherio, gli attraversamenti tra Arcore e Villasanta, tra Usmate e Arcore, tra Concorezzo e Villasanta, ecc. Per saperne di più: ➤Rapporto di Legambiente sulla mobilità sostenibile https://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/rapporto-di-legambiente-sulla-mobilita-sostenibile-mil ano-spicca-monza-insegu_1307713_11/ ➤La ciclabile di corso Milano - Bettola https://www.monzainbici.it/materiali-e-documenti/proposte-e-richieste-al-comune/562-la-ciclabiledi-corso-milano-bettola ➤ Collegamenti Villasanta-Arcore, Concorezzo-Villasanta https://www.mbnews.it/2018/02/i-ciclisti-di-villasanta-voglio-migliori-collegamenti-con-arcore-e-co ncorezzo/ ➤ Protocollo d’intesa per la mobilità dolce nel lecchese https://giornaledimonza.it/attualita/il-protocollo-dintesa-per-la-promozione-della-mobilita-dolce-e-r ealta-foto/ 3. Urbanismo tattico, riprogettazione spazi urbani, introduzione aree a 30 km/h Per favorire la mobilità dolce e lo spazio pedonale si può pensare la strada "non più soltanto come asse viario - sostiene l’architetto Matteo Dondè - ma come luogo delle persone, spazio pubblico del gioco, dell'incontro, della relazione". È nell’interesse della comunità infatti progettare la città secondo pratiche di urbanismo tattico che, attraverso interventi a costo contenuto e di veloce realizzazione, restituiscano lo spazio ai ciclisti e ai pedoni. Se oggi Monza detiene il record come terza città d’Italia per inquinamento dell’aria (dossier “Mal’Aria” Legambiente, 2019), ha il 61% di spostamenti in auto, ed è tra i 3 capoluoghi lombardi col rapporto auto – abitanti più alto della Lombardia (¾ della popolazione residente ne possiede una), uno degli obiettivi primari dell’amministrazione dev’essere quello di individuare assetti urbanistici che permettano l’abbattimento dei livelli di inquinamento dell’aria e che inducano la cittadinanza a percorrere le vie pedonali o ciclabili e a preferire il mezzo pubblico al privato. Evitando la classica automobile privata, la CO2 prodotta diminuisce e lo spazio urbano a disposizione degli abitanti aumenta (https://twitter.com/grescoe/status/1050392107725262848). Senza contare il fatto che i costi sociali di usare l’automobile come mezzo principale per la mobilità sono elevatissimi: secondo una ricerca di Deloitte (https://www2.deloitte.com/au/en/blog/shaping-future-cities/2019/divorcing-growth-car.html#), andare al lavoro in auto costa alla società 52$ per viaggio, andare in bici 2,8$. Anche se le cifre cambiano dal livello di tassazione e delle infrastrutture, la differenza di costi sociali fra pendolarismo in auto e in bici è molto probabilmente altrettanto elevata anche nel resto del mondo, in Italia e a Monza. Perché la città sia vivibile e sostenibile, però, non occorrono necessariamente migliaia chilometri di piste ciclabili. Come scrive Marilena Chierico, bisogna in primis “rendere il mezzo a due ruote competitivo davvero, facendo in modo che sia invece scomodo, complicato, inefficiente, usare l'auto”. E soprattutto bello e sicuro pedalare, camminare o usare i mezzi pubblici. Chiediamo quindi al Comune di riprogettare gli spazi urbani secondo i criteri sopracitati, e, unendoci alle richieste di FIAB - Monza in bici, di introdurre strategie per la moderazione del traffico, con un numero sempre maggiore di zone con limite a 30km/h. Per evitare elevati livelli di smog direttamente sui più piccoli, chiediamo anche di vietare la sosta di auto per 20 minuti all’ingresso e 20 minuti all’uscita davanti ad ogni plesso scolastico monzese, a partire, in via sperimentale, dalla scuola “Tacoli” di via Pisani. Per saperne di più: ➤I padroni della strada e della città, di Marilena Chierico https://www.vorrei.org/ambiente/12574-i-padroni-della-strada-e-della-citta.html ➤Le strade davanti alle scuole di Monza, tra eccessi di velocità e guidatori distratti dai cellulari https://www.bikeitalia.it/2019/04/22/le-strade-davanti-alle-scuole-di-monza-tra-eccessi-di-velocita -e-guidatori-distratti-dai-cellulari/ ➤ FIAB MonzainBici, basta auto fuori dalle scuole. La proposta anti smog https://www.mbnews.it/2019/03/fiab-monza-in-bici-inquinamento-auto-scuole-bambini-sicurezzamonza/https://twitter.com/grescoe/status/1050392107725262848https://www2.deloitte.com/au/en/blog/shaping-future-cities/2019/divorcing-growth-car.html# 4. Nuovi km di piste ciclabili, in concomitanza con la messa in sicurezza dei manti stradali disastrati. Realizzare nuovi kilometri di piste ciclabili deve andare di pari passo con la manutenzione dei manti stradali. Ciò che auspichiamo è una rete ciclabile interconnessa per poi passare ad una moderazione del traffico. In molti casi si possono disegnare semplicemente le bike lane a costi molto contenuti ma che possono dare sicurezza ai ciclisti. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Continental su dati Istat, fra il 2008 e il 2015 le ciclabili monzesi sono passate da oltre 26 km a 23, facendo registrare una diminuzione del -13,2%. Dal 2011 al 2016 invece non c’è stato né aumento né decrescita, con un +0% che attesta Monza come 8a provincia della Lombardia (su 12) per kilometri di piste ciclabili. Promuovere la ciclabilità cittadina significa non solo avere una città meno inquinata e più attrattiva dal punto di vista del cicloturismo, ma vuol dire anche più sicurezza stradale. Più circolano ciclisti nelle nostre città, infatti, e più le strade vengono adattate alla ciclabilità, più aumenta il livello di sicurezza stradale. In Olanda, per esempio, nel periodo 1980-2005 è stato registrato un aumento dei ciclisti del 45% a fronte di una riduzione del 58% della mortalità, anche per gli utenti motorizzati (http://www.fiab-onlus.it/bici/images/fiabsafetyinnumbers2017.jpg). Al Comune chiediamo di intervenire secondo le seguenti considerazioni sulle piste: 1 - Via Vittorio Veneto - Gli attraversamenti con le strade che incrocia la ciclabile sono mal fatti e la ciclabile stessa presenta numerose irregolarità del fondo. Collegabile realizzando di nuovo la ciclabile di Via Cervino/Monte Bianco eliminata dalla giunta Mariani. Dovrebbe poi congiungersi con via Sempione e da li con opportuna segnaletica raggiungere la via Cortelonga e il centro storico. Collegherebbe i quartieri di San Fruttuoso e Triante con il centro della città. 2 - ciclabile di viale Lombardia - Manca ancora un collegamento con la ciclabile del Villoresi e con viale Campania. 3 - via Europa - Questo breve spezzone ciclabile non va da nessuna parte: è in mezzo al quartiere ma inizia e finisce nel nulla. Si potrebbe congiungere con Via Cervino attraversando p.zza Giovanni XXIII°. 4 - Viale Campania - Segnaliamo i continui balzelli di alcuni centimetri negli attraversamenti che non consentono una pedalata lineare. Collegabile con via Monte Santo. 5 - Via Monte Santo - Si potrebbe facilmente unire con la ciclabile di via Carnia da una parte e nell'altro senso con viale Campania attraverso via Aquileia. 6 - Ciclabile del Villoresi - Questa ciclabile necessita di una nuova segnaletica orizzontale dal momento che l'originale di 10 anni fa è quasi sparita. Nel tratto a monte, dopo viale Lombardia (direzione Muggiò) presenta numerosi tombini profondi pericolosi che costringono la marcia delle biciclette più al centro della corsia compromettendo l'incrocio con altre biciclette. La corsia è già particolarmente stretta. Manca l’illuminazione nella parte che va da via Buonarroti verso il cimitero, e la pista scompare dopo il ponte su viale delle industrie, che permetterebbe un reale collegamento ciclopedonale per il quartiere Sant'Albino. 7 - Via Buonarroti - Collegabile con il sottopasso di via Rota prolungando la ciclabile dall'incrocio di via Mentana. 8 - Via Foscolo - Presenta numerose buche, segnaletica da rinforzare. 9 - via Tiepolo/Correggio - La ciclabile presenta un andamento a "montagne russe" e viene quindi spesso evitata. Il suo naturale collegamento potrebbe essere con la ciclabile proveniente da Concorezzo da una parte e verso Monza, con la ciclabile di Viale Libertà che supera il sottopasso della ferrovia. Da qui il collegamento con via Vittorio Emanuele attraverso via Lecco. 10 - Via Azzone Visconti - Chiediamo il congiungimento, attraversando in modo corretto largo Mazzini, con una costruenda ciclabile di C.so Milano per raggiungere da Via Borgazzi, la metropolitana di Bettola. 11 - Via Bergamo - Il collegamento auspicabile è in via Canova fino a via Lecco. 12 - Via Turati - La breve ciclabile dovrebbe rappresentare l'ultimo tratto di una ciclabile che supera il cavalcavia di Largo Mazzini e che si dovrebbe collegare con via Mentana alla ciclabile di via Buonarroti/Foscolo. 13 - Via Caduti del Lavoro - Da collegare con via Turati/Via Azzone Visconti attraversando Largo Mazzini senza interruzioni di sorta. 14 - Via Lecco - Termina troppo presto e andrebbe fatta proseguire fino ad intersecare Via Canova per poi proseguire fino a Via Vittorio Emanuele. 15 - Via Regina Margherita/Viale Brianza - Sono da rivedere tutti gli attraversamenti e rifatti con i quadrotti per dare precedenza alle biciclette. 16 - Via C. Battisti - Fondo irregolare. Da rivedere anche qui tutti gli attraversamenti come per via Margherita/Viale Brianza. 17 - Viale Elvezia - Da realizzare il collegamento con la ciclabile della Valassina. 18 - Via Lario - Dopo la realizzazione del centro commerciale Auchan, la ciclabile esistente è stata deviata all'interno dello stesso e per raggiungere Muggiò si deve fare una lunga e scomoda deviazione. Da riprogettare la pista verso Muggiò. 19 - Via Adda - Anche questa ciclabile è fuori da ogni contesto ma si potrebbe collegare alla la ciclabile del cimitero attraverso il quartiere di Sant. Albino e con un attraversamento a raso su viale delle Industrie. 20 - C.so Milano - La ciclabile verso la futura metropolitana di Bettola potrebbe costituire un significativo servizio alla città di Monza. 21 - Viale Romagna - Ciclabile da realizzare per la connessione con il centro da San Fruttuoso/Triante. Per saperne di più: ➤ Le piste ciclabili aumentano ovunque tranne che a Monza https://giornaledimonza.it/cronaca/le-piste-ciclabili-aumentano-ovunque-tranne-che-a-monza/ ➤ Piste ciclabili. Monza -13% in 8 anni, ma in Lombardia aumentano https://www.mbnews.it/2016/12/piste-ciclabili-monza-13-di-in-8-anni-ma-in-lombardia-aumentano / ➤ Safety in numbers - più ciclisti significa più sicurezza http://www.fiab-onlus.it/bici/images/fiabsafetyinnumbers2017.jpg 5. Migliorare la portabilità della bici sui mezzi pubblici Per favorire il cicloturismo e la mobilità a zero emissioni sulle lunghe distanze, è indispensabile per una città come Monza l’intermodalità treno+bici, bus+bici, ecc. Sviluppando e favorendo questa modalità di trasporto pulito inevitabilmente si assisterà ad uno sviluppo del cicloturismo e del pendolarismo su lunga tratta, evitandogli lunghe tratte (interprovinciali) o tratti pericolosi (statali). Chiediamo al Comune e alle autorità competenti di dialogare con le società che gestiscono il trasporto pubblico per un miglior servizio sul trasporto di cicloveicoli sui mezzi pubblici. Per quanto riguarda le stazioni dei treni, sarebbe da esportare in tutte le stazioni della Brianza il sistema a “canaline” presente sulle scale di MONZA FS. La maggior parte dei treni Trenord, però, non presentano spazi appositi dove caricare in sicurezza la propria bicicletta, nonostante la maggiorazione del biglietto dovuta. Per quanto riguarda invece i bus, strutturando il servizio solo in certe fermate, dove le vetture hanno la possibilità di sostare agevolmente, si potrebbe dare la possibilità di caricare le bici sul retro del pullman in appositi porta-bici, per i quali sarà compito degli utenti fornire un sistema di sicurezza adeguato. Lo scarico e il carico dei veicoli sarà permesso solo in fermate adibite di modo da non causare disagi alla viabilità. 6. Rimozione transenne lungo le ciclabili, con eventuale sostituzione con semafori per velocipedi. Rigettiamo la logica urbanistica secondo cui l’auto è un mezzo superiore alla bici. La scelta infatti di installare vere e proprie transenne lungo le ciclabili denota un’attenzione maggiore nei confronti della viabilità automobilistica rispetto a quella ciclistica dolce e sostenibile. Chi va in bici è costretto a rallentare e ad arrestarsi in prossimità di queste barriere, chi va in auto si arresta solo in caso di semaforo rosso. A questo si aggiunga che le bici con carrello, oltre che le carrozzine e le sedie a rotelle fanno fatica a passare attraverso quegli ostacoli. Per una viabilità più inclusiva e adatta alla bici, chiediamo di rimuovere queste transenne ed eventualmente sostituirle con semafori per velocipedi e pedoni. Per saperne di più: ➤ Viabilità, Monza in bici al Comune: «Togliete quelle transenne lungo le ciclabili» - https://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/viabilita-monza-in-bici-al-comune-togliete-quelle-tran senne-lungo-le-ciclabil_1296055_11/ 7. Modifica regolamento edilizio per parcheggio bici nei cortili condominiali Nelle rastrelliere o appoggiate al muro, gli inquilini hanno il diritto di parcheggiare il proprio mezzo dentro il cortile condominiale. Non ci si può nascondere dietro la scusa dell’ambito di competenza, perché è una questione di scelta politica. In Italia ci sono molte regioni che hanno legiferato per favorire il parcheggio delle biciclette nei condomini, e Comuni che hanno deciso in autonomia. La regola generale è che siano sempre rispettate le norme di sicurezza, e che le biciclette non diventino una barriera architettonica per i pedoni o i mezzi di soccorso. Esiste però la Legge Regionale n.7 del 30 aprile 2009, che impegna i Comuni a inserire nei regolamenti edilizi da essi approvati norme per la realizzazione di appositi spazi comuni da destinare al deposito delle bici, sia all’interno degli edifici residenziali, sia di quelli destinati ad attività terziarie. Monza al momento non ha adottato queste direttive regionali. Dobbiamo tutelare il cittadino. Chiediamo quindi l'applicazione dei commi 4, 5 e 6 dell'art.6 della già citata Legge Regionale, nell’ottica di una Monza più ciclabile e quindi più sana. Per saperne di più: ➤ Parcheggiare la bici nel cortile è un mio diritto. https://www.wired.it/lifestyle/mobilita/2015/04/08/parcheggiare-bici-nel-cortile-mio-diritto/ 8. Nuove rastrelliere in città dove poter legare la bici in sicurezza In un piano di riqualificazione della città, dove la bici punta ad avere un ruolo sempre più centrale, un altro servizio necessariamente efficiente ed efficace deve essere quello del parcheggio-bici. Premesso che la quantità di furti registrati nelle città non può essere completamente arginato dalle istituzioni e che i cittadini hanno il principale compito di attrezzarsi con sistemi adeguati alle loro necessità, le istituzioni devono fornire delle rastrelliere strutturalmente solide, progettate in modo da permettere di assicurare sia telaio che ruota, posizionate in punti strategici dopo uno studio del traffico cittadino e soprattutto numericamente adeguate alla quantità di utenza. 9. Colonnine per la manutenzione della bici Nell’ottica di una città più vivibile, che promuova l’utilizzo senza preoccupazioni della bici o altri mezzo sostenibili, è doveroso fornire un servizio base per gestire le problematiche comuni a quasi tutti i ciclisti (gomme sgonfie, bulloni allentati, problemi di trasmissione, ecc). Sarebbe pertanto interessare installare delle colonnine multifunzione per la manutenzione delle bici, in cui saranno presenti tutti gli strumenti base per piccoli interventi sui mezzi. Le colonnine potranno poi essere convenzionate con la ciclofficine più vicine, in modo da fornire sul lato della colonnina stessa i recapiti telefonici e gli indirizzi delle officine. Il posizionamento del servizio in punti strategici della città garantirebbe una copertura efficiente nei confronti dei ciclisti che incappano in problemi ordinari e potrebbe essere anche strumento di rilancio della rete delle ciclofficine locali per problemi più complessi. Per saperne di più: ➤ Colonnine a Monaco https://www.facebook.com/groups/seidimonzase.info/permalink/1213975108774024/ 10. Apertura di un tavolo sulla redazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), viste anche le proposte del Coordinamento dei Comitati e Associazioni di Monza, per il miglioramento della sicurezza della mobilità ciclopedonale. Secondo i dati del del rapporto "Città MEZ (Mobilità Emissioni Zero" (2019) di Legambiente e Motus-E, Monza è valutata con un voto di 2/5 nella programmazione di politiche sostenibili (Pum, Pums e altri) contro un 4/5 per Milano. Chiediamo quindi al Comune e alla società partecipata Monza Mobilità di aprire un tavolo di confronto aperto sul PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) includendo i comitati di quartiere, le richieste dei Bilanci Partecipativi, le realtà associative che si occupano di mobilità sostenibile da anni. Testo importante, in quest’ottica, è il Libro bianco 2.0 del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza, in cui sono state redatte, in collaborazione con il Comitato Bastacementi, alcune proposte (elaborabili) per "aumentare la sicurezza della mobilità ciclopedonale a Monza" all’interno del parco di Monza, dei boschetti reali, e del centro storico. Ricordiamo anche che Monza Mobilità ha, come riportato nel decreto 4 agosto 2017 (Ministero dei Trasporti) massimo 24 mesi per adottare il nuovo PUMS dall’entrata in vigore del decreto. Temiamo infatti che le recenti dimissioni dell’amministratore delegato di Monza Mobilità possano ritardare ulteriormente l’adozione del PUMS stesso. Monza infatti, con il suo territorio prevalentemente pianeggiante, e dunque adatto ad uno sviluppo capillare della mobilità sostenibile, ha una necessità estrema di un Piano Urbano che guardi al futuro. Vogliamo una città con maggiore sicurezza stradale per gli utenti della mobilità sostenibile, con una qualità dell’aria nettamente superiore, con una strategia intelligente per ridurre le emissioni. Per saperne di più: ➤ "Città MEZ (Mobilità Emissioni Zero" (2019) di Legambiente e Motus-E https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/Cita_MEZ_report.pdf ➤ "Libro bianco 2.0" (novembre 2018) del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni di Monza - proposte per "aumentare la sicurezza della mobilità ciclopedonale a Monza" (da pag.60 a 64) https://onedrive.live.com/?authkey=%21AM5rgNV0bQvbC-A&cid=30013CB724B39D1A&id=300 13CB724B39D1A%21242

Fridays For Future - Monza

 

Print Friendly, PDF & Email

Continua la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ASST Monza che coinvolge i presidi dell’ospedale San Gerardo, dell’ospedale di Desio, del Corberi di Limbiate e di tutti i servizi territoriali, gli sportelli e i consultori del Distretto di Monza.

Dopo la dichiarazione dello stato di agitazione proclamato a metà giugno per contestare la carenza di organici, dopo le assemblee del personale che hanno confermato la gravità della situazione, dopo le tante segnalazioni arrivate alla Direzione e alla RSU in merito alle difficoltà organizzative che mettono a rischio produzione e qualità dei servizi, dopo aver denunciato pubblicamente le condizioni di lavoro dei colleghi, nulla di nuovo è accaduto. Anzi, l’estate ha portato un peggioramento della situazione in molti reparti e servizi.

La RSU e le segreterie provinciali di FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, NurSind, CUB, USB e NursingUP hanno atteso per un mese e mezzo notizie dalla Direzione. Attendevano un aggiornamento dei dati forniti ai primi di giugno, informazioni, un confronto per risolvere almeno le situazioni più gravi. Invece la Direzione ha proceduto con alcuni interventi organizzativi chiaramente orientati dalla mancanza di personale, mentre pubblicamente ha continuato a negare la stessa esistenza di un problema evidente a livello aziendale (anche grazie ad una sottostima delle dotazioni organiche fatta negli anni scorsi, in particolare a Monza) così come a livello regionale e nazionale.

Per questi motivi la RSU e le segreterie sindacali provinciali hanno deciso di indire una giornata di sciopero aziendale per il prossimo 4 ottobre con due presidi davanti alle sedi ospedaliere di Monza e Desio.

Lo sciopero è convocato per chiedere un piano di assunzioni per i prossimi tre anni, la stabilizzazione dei lavoratori con contatto a termine, l’avvio di un confronto su un progetto complessivo di gestione organizzativa del personale e l’utilizzo di metodologie per la definizione degli standard assistenziali che non siano il parametro ormai logoro dei tempi di assistenza.

In gioco ci sono i livelli di produzione e la qualità dei servizi che rischiano di peggiorare sensibilmente la risposta ai bisogni di salute della cittadinanza.

FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, NurSind, CUB, USB e NursingUP

 

Print Friendly, PDF & Email

BRIANZA CLASSICA E BRIANZA SACRA: I FESTIVAL DI EARLY MUSIC ITALIA NELLA BRIANZA MONZESE E LECCHESE PER LA SECONDA PARTE DEL 2019

In occasione dell’inizio del secondo tempo della XVI edizione del festival cameristico Brianza Classica, l’Associazione Early Music Italia diretta dal Maestro Giorgio Matteoli presenta anche Brianza Sacra, primo festival di musica antica e sacra nei luoghi dello spirito e del silenzio della Brianza monzese. 10 i concerti in cartellone per Brianza Classica che si terranno in altrettanti Comuni delle Province di Monza e Brianza e di Lecco; 3 gli appuntamenti in programma per Brianza Sacra. Al via la stagione autunnale dell’Associazione Early Music Italia diretta dal Maestro Giorgio Matteoli che presenta gli appuntamenti di due festival coordinati ma distinti: la prima edizione di Brianza Sacra, festival di musica antica e sacra nei luoghi dello spirito e del silenzio della Brianza monzese, e il secondo tempo della XVI edizione del festival cameristico Brianza Classica che coinvolge i Comuni delle Province di Monza e Brianza e di Lecco. I concerti di entrambi i cartelloni sono ad ingresso gratuito, al fine di promuovere la diffusione e la conoscenza del repertorio musicale classico.

BRIANZA SACRA È dedicata alla musica antica e sacra, preferibilmente eseguita su copie di strumenti originali, il cartellone di Brianza Sacra, realizzato grazie al contributo della Fondazione della Comunità Monza e Brianza Onlus e dei Comuni di Bernareggio, Carate e Seveso. Dopo le due anteprime di maggio e luglio a Seregno e Seveso, sono tre i concerti attesi: La musica del Barocco europeo tra sacro e profano con l’Ensemble Graziosi Ardimenti (Monza, 14 settembre, ore 18, Oasi San Gerardo); Viaggio nel Barocco tra Italia e Germania con il duo formato dal violoncellista barocco Marco Dalsass e Manuel Tomadin all’organo e clavicembalo (Carate Brianza, 12 ottobre, ore 21, Basilica di Agliate); Tra cielo e terra: sonate, notturni, meditazioni con il flautista Giuseppe Nova in duo con l’arpista Marta Facchera (Bernareggio, 21 dicembre, ore 20:30, Chiesa di Santa Maria Nascente). In programma, l’esecuzione di opere sacre, vocali e strumentali, di compositori a cavallo del XVII e XVIII secolo come Vivaldi, Bach, Haendel, Corelli, Porpora e autori meno noti al grande pubblico. “Sosteniamo con piacere la nuova edizione della rassegna promossa da Early Music Italia, con cui collaboriamo già da diversi anni e di cui abbiamo avuto modo di conoscere, nel tempo, qualità e professionalità – ha commentato il vicepresidente della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Luigi Losa – La rassegna è sempre stata in grado di creare importanti connessioni tra i diversi comuni e le realtà del territorio, rafforzando senso di comunità e spirito di appartenenza nel nome della musica antica. Di rilievo, quest’anno, la presenza di alcuni studenti delle scuole superiori coinvolti in un progetto di alternanza scuola lavoro che li ha portati a conoscere e approfondire la storia del territorio e dei diversi luoghi di cultura e di arte: spetterà a loro accompagnare il pubblico in una serie di visite guidate gratuite alla scoperta dei luoghi che ospiteranno i concerti”.

BRIANZA CLASSICA “Uno strumento per svelare la musica che è in te” è il titolo della XVI edizione di Brianza Classica il cui secondo tempo comprende 10 concerti (6 in Provincia di Monza e Brianza, 4 in Provincia di Lecco) che si svolgono in altrettanti Comuni tra settembre e dicembre 2019. Si parte da Desio il 22 settembre (ore 18, Villa Cusani Tittoni Traversi) con Da Napoli a Vienna: la musica al tempo del Piermarini, concerto dedicato alla musica all’epoca dell’architetto Giuseppe Piermarini che, tra i suoi lavori, annovera il Teatro alla Scala di Milano e la stessa Villa Tittoni dove ha luogo il concerto. In programma brani di Mozart, Paisiello, Haydn e Cimarosa eseguiti dal quartetto composto dal flautista Fabio Ceccarelli, la violinista Sara Montani, la viola barocca di Marco Palmigiani e il violoncello barocco di Giorgio Matteoli. Il concerto è preceduto da visite guidate alla villa a cura del Comune di Desio. Due gli appuntamenti di ottobre: sabato 5 ottobre, alle 20:30, presso l’Auditorium comunale di Nova Milanese, Una soave melodia per Margit, reading in memoria della scrittrice e poetessa Maria Giuditta Seregni, realizzato grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici di Margit. Protagonista della serata il trio composto da Ubaldo Rosso al flauto traversiere, il liuto di Leopoldo Saracino ed Elena Zegna come voce recitante. Domenica 27 ottobre, alle 17, l’appuntamento è all’Auditorium Comunale di Ornago con il concerto Skies of America eseguito da Enrico Di Felice (flauto traverso) in duo con Riccardo Leone (pianoforte): i due musicisti presentano un repertorio di brani made in USA e in Sud America, partendo da Gershwin fino ad Astor Piazzolla. Novembre ha inizio a Lesmo (con data e orario da definire), presso Villa Mattioli, con il Recital del Guitalian Quartet composto dalla chitarre di Guido Fichtner, Claudio Marcotulli, Stefano Palamidessi e Adriano Walter Rullo. Sabato 9 novembre tappa a Cremella (ore 20:30, Sala Parrocchiale Giovanni Paolo II) con il concerto Amor sacro, Amor profano dedicato al tema amoroso nelle musiche tra Cinque e Settecento. Protagonista della serata l’Ensemble Dolci Accenti con Daniele Cernuto (viola da gamba e voce) e Calogero Sportato (tiorba, chitarra alla spagnola e arciliuto). Domenica 17 novembre, alle 17, presso l’Auditorium Paolo e Davide di Cesano Maderno, l’Art Arianna Ensemble & Giorgio Matteoli eseguono Il colore dei suoni: i concerti da camera senza orchestra di Antonio Vivaldi dedicato al grande compositore e violinista veneto; prima del concerto, le visite guidate a Palazzo Arese Borromeo, a cura del Comune di Cesano Maderno. L’ultimo appuntamento di novembre è a Verderio (20:30, Chiesa dei SS. Giuseppe e Floriano) con il concerto Per voce e organo eseguito dal mezzosoprano Elisabetta Pallucchi e Maurizio Maffezzoli all’organo: un programma vario che spazia dal Cinquecento all’Ottocento, non tralasciando i brani di ispirazione sacra. 3 gli appuntamenti di dicembre che chiudono il secondo tempo di questa XVI edizione: l’8 dicembre a Viganò (ore 20:30, Chiesa Parrocchiale San Vincenzo), Anima slava con il duo composto da Marko Zupan, flautista sloveno, e Minka Popovic, pianista serba. I due musicisti presentano brani del compositore boemo Antonin Dvořak, del compositore ceco Bohuslav Martinů e di Béla Viktor János Bartók. Sabato 14 dicembre a Paderno D’Adda (ore 20:30, Chiesa Parrocchiale Santa Maria Assunta) è la volta di Crazy Breathes, con l’insolito duo formato da Enrico Di Felice e Raffaele Bertolini che accostano il flauto traverso al clarinetto. Gran finale il 30 dicembre, ore 20:30, al Cinepax di Macherio con Film musica: guardando al futuro, con le delizie della nostra memoria, un viaggio attraverso le musiche nel cinema per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Protagonista sul palco, il BossoConcept Ensemble capitanato dal clarinetto di Ivana Zecca, insieme a Davide Vendramin (fisarmonica/bandoneón), Jorge A. Bosso (violoncello) e Paolo Badiini al contrabbasso. Proseguono le attività di Brianza Classica dedicate al tema degli strumenti musicali e rivolte al pubblico: l’Intervista all’Artista, momento di confronto tra musicisti e pubblico per approfondire la conoscenza dello strumento musicale e il percorso professionale degli artisti in scena; l’Artigianato della Musica, dedicato all’illustrazione delle tecniche di costruzione e degli artigiani che nei secoli hanno prodotto gli strumenti musicali; la Mini Jam Session, per dare l’opportunità a giovani musicisti di esibirsi attraverso brevi rappresentazioni musicali prima dei concerti. Tutti gli appuntamenti di Brianza Sacra e Brianza Classica sono ad ingresso gratuito, ma con prenotazione consigliata, specie per concerti che si svolgono in location di capienza limitata (come Villa Mattioli a Lesmo o Villa Tittoni Traversi a Desio). Ulteriori informazioni su www.brianzaclassica.it

 

Iscriviti alla newsletter
Iscriviti gratis alla nostra newsletter per ricevere gli aggiornamenti e le novità sugli articoli e le iniziative di Vorrei

Per iscriverti devi accettare i nostri termini di utilizzo dei tuoi dati, ovvero la nostra politica riguardo la privacy. Non li cediamo a nessuno e non abusiamo mai! :)