Comunicati stampa

Attenzione. I materiali pubblicati in questa pagina non sono prodotti da Vorrei.
Vengono pubblicati su richiesta dei mittenti i quali se ne assumono ogni resposabilità.
Inviate i vostri comunicati a: info@vorrei.org

Print Friendly, PDF & Email
Print Friendly, PDF & Email

TANGENZIALE DI MARIANO “NON RESTEREMO A GUARDARE LA DISTRUZIONE DI UN PEZZO DEL PARCO PER COSTRUIRE UNA STRADA INUTILE!”

Come gruppi e associazioni vogliamo ribadire la nostra contrarietà a questo progetto per le tante motivazioni già più volte espresse. L’amministrazione di Mariano Comense insiste con una costante campagna mediatica per promuovere e far passare la bontà di questo progetto, considerandolo indispensabile per togliere traffico veicolare di passaggio dal centro cittadino riducendo l’inquinamento dell’aria. Se non fosse tragica la situazione che Mariano si presta ad affrontare, sarebbe ridicolo anche solo pensare che costruire nuove strade diminuisca l’utilizzo e il passaggio delle auto e soprattutto che passando con una tangenziale in un Parco Regionale, si vuole tutelare l’ambiente!!!!! Ma c’è veramente qualcuno che ci crede? E’ risaputo, anche negli ambiti accademici che studiano i fenomeni di urbanizzazione, che costruire nuove strade innesca anche un processo di incentivazione al traffico privato veicolare. Soprattutto in territori congestionati e altamente urbanizzati come i nostri, interventi come questo non portano automaticamente quel beneficio di “respiro” per la città che viene tanto sbandierato dai politici che amministrano il Comune di Mariano. Certo, un bel “respiro”... però carico di polveri sottili PM 10! Costruire nuove strade, senza intervenire sulla rete viaria esistente con interventi di manutenzione o con progetti per rendere i percorsi più fluidi e senza una concreta politica di investimento sul trasporto pubblico, è un vero e proprio sperpero di risorse pubbliche che invece DEVONO essere dirottate su altri capitoli di spesa delle Amministrazioni Comunali!

• Perché non si vuole affrontare in modo strutturale il trasporto pubblico nei nostri comuni?

• Come mai sul territorio di Mariano Comense passano diverse linee di bus della ASF Autolinee (C80, C81, C82 ...) utilizzate quasi esclusivamente dagli studenti mentre i cittadini non sono coinvolti in una campagna di promozione per utilizzare questi mezzi durante la settimana compreso la domenica per spostarsi anche verso gli altri comuni?

• Come mai non si attiva un serio progetto per incentivare l’utilizzo di altre forme di trasporto eco-sostenibile per esempio partendo dalla messa in sicurezza delle vie cittadine per promuovere l’utilizzo della bicicletta con spazi di parcheggio protetti ecc..?

• Come mai il progetto per mettere in sicurezza il collegamento tra la stazione ferroviaria di Mariano Comense e il plesso scolastico dell’Istituto Jean Monnet, è ancora solo lettera morta in uno sperduto documento del PGT di Mariano? Perché, invece di “sperperare” milioni di euro in una tangenziale inutile, non viene attivato nessun finanziamento per opere come questa che veramente potrebbero risolvere i problemi di congestionamento da traffico nella città, incentivando anche l’utilizzo dei mezzi pubblici o una mobilità dolce?

• Come mai gli Amministratori non si attivano con le Ferrovie Nord Milano per ridurre i tempi di chiusura dei passaggi a livello cittadini che generano grossi disagi e inquinamento dell’aria?

• Come mai si sceglie di mantenere il passaggio del traffico in paese costruendo una nuova strada e non si studia invece a livello intercomunale una soluzione per adeguare e sfruttare meglio le potenzialità trasportistiche della Novedratese con interventi migliorativi sul tracciato che si trova poco più a nord?

Sono queste le domande a cui la scelta di costruire una tangenziale in un Parco Regionale non da’ alcuna risposta!!! Chiediamo inoltre all’ente Parco Regionale delle Groane e della Brughiera Briantea una urgente, esplicita e pubblica presa di posizione su questo progetto insensato che investe una porzione del Parco Regionale di grande valore ambientale e a ridosso del nucleo rurale della Cascina Belvedere. Un progetto che prevede un nuovo ponte sulla Roggia Vecchia e uno sul torrente Terrò quando invece i corsi d’acqua dovrebbero essere lasciati liberi da costruzioni che possono modificarne le condizioni di scorrimento durante i fenomeni temporaleschi e alluvionali a cui negli ultimi anni siamo soggetti. Sempre al Parco (ma anche agli amministratori di Mariano Comense) facciamo presente che il progetto di tangenziale impatta in modo devastante anche con il sentiero storico della Meda - Montorfano; lungo tale sentiero recentemente è stata completata dal Parco la nuova cartellonistica che individua a Mariano un nuovo percorso dello stesso (dopo il tratto che passa davanti alla Cascina Belvedere) proprio per evitare di attraversare la Novedratese al ponte del Lottolo, punto molto pericoloso. Trovato un sistema per permettere ai cittadini di godersi in sicurezza i nostri magnifici luoghi della Brughiera, ci ritroviamo subito dopo a dover contrastare un nuovo e devastante progetto stradale nel Parco.... sembra che al peggio non ci sia mai fine! Una decisione amministrativa come questa dimostra grande disprezzo per gli ultimi ambiti a verde rimasti e di recente inserimento in un Parco Regionale il quale deve essere difeso e tutelato nella sua unicità territoriale e non compromesso da inutili interventi che consumano ancora suolo. Parlano tutti di voler “rivalutare la cultura locale della Brianza storica”, ma nel concreto si lasciano crollare le bellissime cascine come la Belvedere e in più ci si passa davanti con una tangenziale di ipotizzata grande percorrenza senza il minimo rimorso. E’ questa la “promozione dei luoghi naturali e della cultura locale della Brianza”?

NOI NON SIAMO D’ACCORDO! Pensiamo che siano altri i problemi seri da risolvere per la mobilità a Mariano Comense.

Le 18 associazioni firmatarie: Amici della Brughiera - Mariano Associazione Marianoduepuntozero Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” - Alzate Brianza Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale Comitato Stop al consumo di Territorio - Mariano Circolo Legambiente di Cantù - Green Station Circolo Legambiente Laura Conti - Seveso Fridays for Future - Como Fridays for Future - Desio Gruppo Naturalistico della Brianza - Canzo Il Gambero - Capiago Intimiano Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà - Meda L’Ontano - Montorfano Legambiente Seregno APS Sinistra e Ambiente - Meda WWF Lombardia WWF Insubria

 

Print Friendly, PDF & Email

Premessa (dovuta per chiarezza).

Così il sindaco Allevi rispondeva sulle pagine de Il Giorno, ieri 24 marzo, alla nostra richiesta di aggiornamenti e chiarimenti sulla situazione della Villa Reale. Ricordiamo che il sindaco di Monza è presidente del Consorzio Parco e Villa Reale;

“È vergognoso che in giornate come queste ci sia chi cerca di far polemica su altre questioni rispetto a quella prioritaria della salvaguardia della salute, della vita di tutti i cittadini, non soltanto quelli di Monza”

E aggiungeva:

“I signori del Comitato, invece che spendere le giornate in casa pensando a polemiche assurde a maggior ragione in questo momento storico, potrebbero occupare il loro tempo offrendosi come volontari per consegnare pasti caldi a farmaci agli anziani soli”

Questa la nostra risposta.

Finalmente, il sindaco di Monza Dario Allevi è uscito sulla stampa. E ha detto che la questione probabilmente slitterà, stante l’emergenza epidemia. Il nostro comunicato non aveva nessun fine polemico, come si può evincere anche da una lettura affrettata. Il nostro intento era esprimere una preoccupazione per le sorti della Villa Reale.

La risposta del sindaco Allevi - quella sì - polemica oltre misura ci sorprende. E la troviamo molto ingiusta.

Come tutti i cittadini, viviamo anche noi le difficoltà, le paure, le incertezze di queste giornate. L'emergenza però non ci fa dimenticare le tante problematiche che affliggono il territorio, fra le quali non è certamente secondaria quella del futuro della Villa e del rischio della messa in mora del Consorzio per una cifra assai rilevante. Peraltro - la cronologia dei fatti non mente - la questione ovvero l'ultimatum di Navarra non è notizia di questi giorni. Risale addirittura a mesi fa. Il silenzio del Consorzio sulla vicenda, protrattosi per settimane e settimane, non poteva non preoccupare chi come noi dedica tante energie a Parco e Villa Reale. Energie, giova ricordarlo, profuse in modo gratuito, come è tipico di associazioni di volontari come la nostra.

Comitato per il Parco A. Cederna

 

Print Friendly, PDF & Email

A che punto è l’atto di recesso di Nuova Villa Reale Monza?

Ad aprile scade l’ultimatum lanciato dal concessionario del corpo centrale della Villa Reale di Monza, la società Nuova Villa Reale S.p.a., guidata dall’imprenditore Attilio Navarra, al Consorzio per rescindere in anticipo il contratto di concessione per il recupero e la valorizzazione del corpo centrale della Villa Reale.

Il contratto tra Nuova Villa Reale S.p.a. e Consorzio Villa Reale e Parco di Monza era stato sottoscritto il 7 luglio 2011 e avrebbe dovuto scadere nel 2033.

Il concessionario lamenta la mancata risposta del Consorzio alla richiesta di revisione del Piano Economico Finanziario e  chiede il versamento, entro 120 giorni dalla notifica dell’atto di recesso, ossia entro  il 2 aprile, di 8milioni e 307mila euro come “somme dovute” per penali, copertura costi e recupero dell’investimento.

Questa situazione che decreta il fallimento ampiamente previsto e denunciato del modello pubblico-privato con cui si è proceduto, tramite bando, al restauro e all’affidamento in gestione del corpo centrale della Villa Reale, rischia di costare alla collettività la cifra ingente di 8.307.370 euro e, soprattutto, la totale incertezza sul futuro della Villa.

Dando voce alle legittime preoccupazioni dei cittadini, chiediamo al Sindaco, Dario Allevi, Presidente del Consorzio, di voler rendere noto cosa si sta facendo per scongiurare che siano i cittadini a dover pagare per gli errori di gestione e programmazione del privato ed evitare l’abbandono della Villa Reale a un destino infausto, facendo in modo che il Consorzio si assuma i compiti di guida e sorveglianza che gli competono da Statuto.

 I portavoce

Bianca Montrasio

Roberto D’Achille

 

Print Friendly, PDF & Email

SAN FRUTTUOSO: LO SVILUPPO EDILIZIO IN ALTEZZA NON CI REGALA UN BEL NIENTE

Nel corso delle ultime due settimane la stampa locale ha riportato alla ribalta il progetto di riqualificazione dell’area di Via Ticino immaginato dall’amministrazione Allevi nell’ambito delle varianti al Pgt per la parte riguardante il quartiere San Fruttuoso.

Come ogni progetto di recupero e di rigenerazione di aree degradate, si tratta di un’opera rilevante per le sue ricadute sul quartiere e sulla qualità della vita degli abitanti, oltre che sull’intera fisionomia del territorio. Proprio per la loro natura e per la loro portata, interventi di questo tipo non possono essere affrontati senza un confronto e una concertazione con la cittadinanza. Questo il principio che la Consulta di Quartiere ha sempre rivendicato sin dalle prime esternazioni sul progetto fatte da Martina Sassoli, assessore alla partita, avvenute tutte rigorosamente ed esclusivamente a mezzo stampa. Ancora oggi, dopo ben due anni di proclami sull’iniziativa, nonostante i ripetuti solleciti e inviti a discutere la questione di concerto con la Consulta, organo di rappresentanza dei cittadini, questa giunta annuncia a mezzo stampa di aver approvato una proposta di variante al Pgt incentrata sulla edificazione di un manufatto che, dai dieci piani di altezza massimi consentiti, passa addirittura a venti e che nulla ha a che vedere con il contesto ambientale, paesaggistico e urbanistico esistente, essendo finalizzato unicamente alla massimizzazione dei profitti per il privato e ricalcando una logica che vediamo applicata anche nel resto della città, ovvero il privilegio degli interessi di pochi rispetto all’interesse generale. Con circa 7.000 alloggi vuoti, ai quartieri, alla città, servono nuove case?

Nel corso della giunta itinerante (giugno 2018) la Consulta aveva espresso chiaramente quali fossero le necessità del quartiere San Fruttuoso, lamentando carenze infrastrutturali e di servizi che si sono accumulate nel corso di decenni nei quali, a fronte di una notevole espansione edilizia, non si è assistito ad un altrettanto necessario adeguamento del quartiere in termini di opere pubbliche, di tipo viabilistico, di tipo aggregativo e culturale in primis, se pensiamo che San Fruttuoso vanta il triste primato a Monza di non avere neppure una sede per il centro civico. Eppure in tutti questi decenni di sviluppo edilizio il Comune ha introitato ingenti somme derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Dove sono finite? In che modo sono state spese e in quali zone della città, visto che il quartiere non ne ha mai beneficiato?

Il quartiere non ha un centro aggregativo, aveva un cine-teatro parrocchiale, chiuso ormai da diversi anni perché pericolante; il quartiere non ha una piazza; il quartiere non ha una biblioteca, un teatro, uno spazio polifunzionale; il quartiere ha pochissimi impianti sportivi che, pur essendo di proprietà del Comune, sono tutti gestiti in maniera privatistica; il quartiere vive ogni giorno notevoli difficoltà sul piano viabilistico, sia dal punto di vista interno che di attraversamento per chi, a dispetto del tunnel, cerca di evitare la direttrice di Viale Lombardia. Solo per citare alcune delle principali criticità.

Ora si cerca di far passare l’idea che lo sviluppo edilizio possa “regalare” qualcosa al quartiere.

La verità è che l’idea proposta dall’assessore Sassoli, di fatto, toglierebbe tanto al quartiere:

- La demolizione del più antico insediamento industriale presente in città. L’ex officina di Via Ticino è dismessa ma la struttura esterna è recuperabile, come dimostra un interessantissimo progetto di Tiziana Mori, architetto monzese che risiede e lavora a Cambridge, al quale il Cittadino di Monza ha dedicato attenzione e che la Consulta ha avuto modo di visionare.

- Il manufatto di venti piani in un’area compresa tra il Castello del Torneamento e il complesso storico del Collegio della Guastalla si porrebbe in maniera assolutamente irrispettosa del contesto circostante, non solo in termini architettonici, ma anche urbanistici e paesaggistici, in spregio alla connotazione territoriale del quartiere che conserva, per fortuna, ancora qualche preziosa testimonianza della sua identità agricola.

- Nuove edificazioni comporterebbero ulteriore incremento di traffico in un’area già pesantemente gravata da migliaia di veicoli provenienti non solo da viale Lombardia (oggi ridotto ad una sola corsia per senso di marcia), ma da tutto il circondario. La ricaduta sul quartiere in termini viabilistici sarebbe a dir poco disastrosa.

- Al peggioramento delle condizioni viabilistiche corrisponderebbe un inevitabile peggioramento della qualità dell’aria, in una zona già pesantemente caratterizzata da inquinamento atmosferico.

- Assurda la proposta di un grattacielo in un posto dove NON C’E’ esigenza abitativa ed anche vi fosse, i destinatari non sarebbero certamente le fasce più bisognose della popolazione.

- L’assessore non è chiara quando dice che la monetizzazione della riduzione di quota convenzionata verrà destinata agli alloggi comunali esistenti. Nel quartiere San Fruttuoso o in generale?

- L’assessore non è chiara circa la quantificazione delle metrature a disposizione per la realizzazione delle opere pubbliche che verrebbero realizzate, non chiarendo i motivi che spingono a realizzare proprio su quell’area il palazzetto per l’hockey menzionato, quando da anni i cittadini chiedono altro.

- Discutibile la realizzazione di ben due strutture commerciali di media distribuzione in una zona già abbondantemente servita e dove il commercio di prossimità da anni fatica a resistere.

Ma al di là del progetto, ciò che sconforta e offende è che in questi anni la Consulta ha registrato la più totale indifferenza da parte di chi governa la città, pur essendosi sempre dimostrata attiva, propositiva e attenta alla tutela dell’interesse generale del quartiere. Una Consulta che crede nel valore della partecipazione e che, nonostante le porte in faccia, è fermamente convinta che l’amministrazione condivisa del bene pubblico sia l’unica via per raggiungere un punto di equilibrio in grado di garantire il bene di tutte le parti in gioco, senza sbilanciamenti verso l’interesse di pochi. Una Consulta che richiama questa amministrazione ad applicare quegli stessi principi di partecipazione e di cittadinanza attiva che sono stati oggetto di un recente convegno nel quale si è molto parlato di partecipazione e si sono firmati patti di cittadinanza su progetti, a onor del vero, del tutto marginali per la città. Perché sulle questioni nevralgiche, sugli investimenti e sui progetti urbanistici a lungo termine, il cittadino viene sistematicamente tagliato fuori. Tant’è che al tavolo istituito per la variante al Pgt le Consulte non sono state invitate. Questo modo di agire è profondamente irrispettoso e controproducente perché mette a repentaglio il rapporto di fiducia tra cittadino e amministrazione.

La Consulta si auspica che chi governa la città rifletta seriamente, facendo appello al senso di responsabilità di ciascun membro, sia della giunta che dei singoli gruppi consiliari: il momento di estrema gravità determinato dalla pandemia in corso vi aiuti, ci aiuti, a riportare al centro il valore della vita delle persone che non può continuare ad essere assoggettato a logiche speculative ed unicamente economiche.

I Coordinatori della Consulta San Fruttuoso

Giustina D’Addario

Massimo Arosio

Daniela Colombo

 

Print Friendly, PDF & Email

Riqualificazione di Piazza Libertà e del Centro Storico, approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica

Un Centro storico più attrattivo e funzionale, nel quale siano valorizzate le specificità che caratterizzano la Città di Lissone ma dove vi sia un potenziamento dei servizi e la creazione di un’immagine unitaria e definita.

La Giunta Comunale ha approvato il progetto di fattibilità della riqualificazione degli spazi centrali della città, dando così seguito all’esito del concorso di idee indetto nel 2019 che aveva visto vincitore il progetto “Agorà in Libertà”, presentato dagli architetti Stefano Moscatelli, Giorgio Arosio, Alessio Brambilla, Barbara Cavalieri e Matteo Moscatelli. Al raggruppamento di professionisti è stato affidato anche l’incarico di progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza.

La riorganizzazione degli spazi della piazza prevede un nuovo arredo urbano, nel rispetto dei canoni stilistici e architettonici degli insediamenti presenti, e il miglioramento della qualità e quantità dell’impianto illuminotecnico pubblico di piazza Libertà. Attrattività e funzionalità saranno anche i pilastri per costruire un Centro commerciale naturale, che valorizzi le realtà commerciali già presenti all’interno delle strutture urbane consolidate.

“Il valore della riqualificazione non sarà prettamente estetico, ma avrà una dimensione sociale, aggregativa, ludica e commerciale - spiega Concettina Monguzzi, sindaco di Lissone - il progetto pensa a una piazza per tutti, ma anche a una piazza per ciascuno. Un luogo dove ci si possa ritrovare tutti insieme, ma anche dove tutte le singole possibili utenze siano considerate”.

Il progetto, già sottoposto alla valutazione della Commissione Tecnica e al giudizio della cittadinanza (in entrambi i casi, risultato il vincitore fra quelli in concorso) è stato oggetto di una presentazione intermedia propedeutica alla stesura definitiva del progetto di fattibilità alle commissioni consiliari “Territorio”, “Economia” e “Cultura”, che hanno avanzato osservazioni e richieste di modifica. Il progetto è stato anche condiviso, a metà dicembre, con il Distretto Urbano del Commercio (DUC) e con le Associazioni culturali del territorio, proprio per favorire l’emergere di suggerimenti e proposte da integrare nel progetto.

Il progetto di fattibilità, infatti, prevede ulteriori opere non previste dal progetto di concorso e in particolare:

- la sostituzione e integrazione dei corpi illuminanti della piazza e dell’area limitrofa, che avranno l’obiettivo di favorire la valorizzazione di Palazzo Terragni e degli spazi di ingresso all’area centrale

- la realizzazione dell’ascensore per il collegamento del parcheggio interrato, finalizzata all’abbattimento delle barriere architettoniche;

- le opere aggiuntive di pavimentazione e sistemazione urbana lungo l’asse est-ovest.

L’importo complessivo stimato dei lavori è di 1 milione e 120mila euro.

“Serve pensare a una Piazza vivibile in tutte le ore del giorno, ma anche in tutte le stagioni dell’anno - conclude il Sindaco Monguzzi - occorre quindi valutare tutti gli aspetti legati alla flessibilità dello spazio, alla tematizzazione delle aree, alla presenza di specifiche attrezzature che possano favorire la permanenza nell’area cruciale della nostra città”.

Lissone, 13 Marzo 2020

 

Print Friendly, PDF & Email

ANCORA COSTRUZIONI IN VIA GALLARANA, GLI IMMOBILIARISTI NON SI FERMANO!

C'è posta per il Comune di Monza, e arriva dagli immobiliaristi: è stata esaminata dagli uffici una richiesta di autorizzare nuove costruzioni (Comparto 6), proprio sul prato tra le vie Gallarana, Bosisio e Aguggiari, già interessata da un Piano di Lottizzazione (PL) che porterà alla costruzione di 10 palazzi, di 5 e 7 piani. Su quest’area, una volta verde, in questi giorni stanno proseguendo i lavori per i nuovi palazzi e la nuova strada; il cantiere ha anche sconvolto la vita della colonia felina di via Aguggiari.

I lavori procedono nonostante l’opposizione dei residenti, che hanno depositato in Comune una petizione per fermare la cementificazione, firmata da più di 250 abitanti del quartiere. Malgrado tutto questo, i proprietari di un terreno incluso nell'area, che al momento non è interessato dal PL e dai lavori, chiedono di poter costruire altri edifici residenziali. Sembra incredibile, invece è vero.

Il piano presentato dai costruttori ha volumetrie e altezze superiori a quelle consentite dal PGT vigente, quindi l’Amministrazione, con la recente delibera n. 30 del 3 marzo, ha chiesto di ridurle. Questo permetterebbe però di approvare il nuovo PA senza derogare al PGT (cosa che, invece, richiederebbe un procedimento più lungo e complesso).

Ma il problema è un altro. Il quartiere Libertà si sta trasformando e continuano a sorgere costruzioni, spesso case, senza servizi e soprattutto su aree verdi. Anche rispettando i limiti, qualsiasi edificio in più in quella zona (e in generale a Monza) è troppo! Basti vedere l'eccesso di nuovi stabili che stanno sorgendo nella nostra città, quando ancora ci sono numerosi edifici abbandonati e aree dismesse. I palazzi previsti nella zona di via Gallarana sono troppi, tutti a discapito del verde. È a questo che l'Amministrazione dovrebbe opporsi, e dovrebbe anzi cogliere l’occasione per rivedere le criticità del PL (quelle legate all’eccesso di costruzioni, alla viabilità e alla scarsa salvaguardia del verde e della fauna) che già abbiamo segnalato con la petizione.

Chiediamo che, nell’ambito del procedimento per il rilascio dei nuovi permessi a costruire, si effettui una valutazione degli impatti ambientali e paesaggistici del progetto (proprio lì passava la Roggia, per l'appunto, della Gallarana) che permetta di bloccare ulteriori edifici. Questo potrebbe consentire all'Amministrazione, qualora lo voglia realmente fare, di fermare l'ingordigia dei costruttori e l’“accanimento edificatorio” su questa zona!

Il Comitato Gallarana

 

Print Friendly, PDF & Email

Petizione “Salviamo l’area del Buon Pastore”

Ieri (11/3) è stata inviata via PEC all’Ufficio Protocollo del Comune di Monza la petizione “Salviamo l’area del Buon Pastore” sottoscritta da 412 cittadini monzesi, ai sensi dell’art. 97 dello Statuto del Comune di Monza e dell’art. 14 del Regolamento per la disciplina degli istituti di partecipazione. Si attende quindi la risposta entro 30 giorni, ai sensi dell’art. 18 del Regolamento stesso.

L’oggetto della petizione è il seguente:

A Monza, l’area storico monumentale e naturalistica tra via Pelletier e via Cavallotti sarà oggetto a breve di edificazione. La parte storico monumentale sarà restaurata secondo i canoni artistici ed a fianco verranno costruite palazzine di altezze superiori alla Villa Settecentesca (Villa Angela) in variante al PGT vigente. La chiesa panottica verrebbe restaurata e, secondo le linee guida del Comune illustrate nella delibera della Giunta Comunale n. 81 del, 2019, destinata all’ennesimo centro commerciale, in totale contrasto con il D. lgs del 22/01/2004 n.42 (art. 20, comma1 – Interventi vietati). Quest’ultimo prevede che “i beni culturali non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico …”.

La superficie del Buon Pastore presenta un’area verde molto ampia, l’unica ricca di alberi di alto fusto adiacente al centro storico di Monza.

Nel rispetto della proprietà privata che ha acquistato quest’area con il vincolo completo della Soprintendenza, con le prescrizioni del PGT attuale di non edificare al di sopra di certe altezze e di rispettare l’obbligo per i beni culturali/paesaggistici previsto dal Decreto summenzionato e dalla sentenza del Tar di Milano n°00444/2018 pubblicata il 15/02/2018, richiediamo che questa zona storico monumentale e verde, alla quale molti cittadini monzesi sono affezionati , venga rispettata nella sua interezza secondo le norme vigenti.

Come si evince dal testo, la petizione ha lo scopo di richiamare l’attenzione dell’Amministrazione del Comune di Monza sul Piano di Intervento Integrato sull’area del Buon Pastore approvato in via preliminare dalla Giunta Allevi con delibera n° 81 del 26 marzo 2019.

Il P.I.I. prevede (come da nostro accesso agli atti – P.G. 123352 del 08/07/2019)

- la realizzazione di 4 palazzi rispettivamente di 5, 9, 9 e 10 piani e la ristrutturazione della settecentesca Villa Angela ad uso abitativo per un totale complessivo di 239 alloggi.

- la realizzazione di 355 box inglobando l’esistente parcheggio pubblico sotterraneo con accesso da via Pelletier e da via Cavallotti.

- la ristrutturazione della Chiesa panottica destinata ad ospitare una Media Struttura di Vendita (supermercato).

- la realizzazione, a supporto della media struttura di Vendita, di un parcheggio sotterraneo per 56 auto con accesso sempre da via Pelletier antistante l’entrata dell’Istituto scolastico Mosè Bianchi

- l’abbattimento, in netto contrasto con i vincoli posti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio su tutta l’area del Buon Pastore riaffermati con sentenza del TAR del 30 gennaio 2018, dell’edificio esistente lungo la via Pelletier un tempo utilizzato come sede di aule scolastiche e l’abbattimento dell’edificio esistente lungo via Cavallotti che incorpora l’ingresso al complesso del Buon Pastore.

- l’abbattimento di alberi secolari di alto fusto e di efficace assorbimento del CO2 e la sostituzione con pioppi ed alberi da frutto, mutando irrimediabilmente la fisionomia del parco che è un vero piccolo bosco le cui piante sono in buon stato vegetativo.

La realizzazione delle opere disciplinate dal P.I.I., per il quale l’avvio del procedimento di assoggettabilità a VAS è stato è stato formalizzato in data 28/05/2019 con delibera GC n° 127, produrrà una serie di esternalità negative, generate principalmente dall’elevato numero di alloggi previsto. Un elevato numero di alloggi e quindi di abitanti comporta un incremento del traffico veicolare e dell’inquinamento ambientale.

Recentemente (novembre 2019) in un articolo pubblicato sul giornale “Il Cittadino” il Soprintendente Luca Rinaldi, prima di lasciare il suo incarico a Milano, dichiara di aver esaminato un nuovo progetto per l’area del Buon Pastore, caratterizzato da 3 edifici, ma sottolinea che le altezze di questi ultimi non potranno superare i 6 piani e che le volumetrie non potranno essere superiori ai limiti esistenti. Da ciò si evince che se da un lato il P.I.I. approvato in via preliminare con Delibera GC n° 81/2019 potrebbe essere superato, dall’altro la Proprietà, risulta, stia proponendo un progetto che pur maggiormente rispettoso dei dettami della Soprintendenza persiste nell’edificare un elevato numero di alloggi (l’altezza proposta per i 3 nuovi edifici è di 9,10 e 12 piani) e quindi, se realizzato, produrrebbe le stesse negatività del precedente P.I.I.

In ragione della maggiore sensibilità della popolazione alle problematiche ambientali e climatiche ed alla salvaguardia del verde, tenuto conto dei vincoli storico-artistici dell’area, si richiede all’Amministrazione di intervenire, con le modalità da essa ritenute più idonee, per assicurare che la rielaborazione del P.I.I. tenga conto delle richieste di una minore cementificazione, di protezione del bosco e di una diversa destinazione d’uso degli edifici storici e della chiesa panottica.

In tal modo l’Amministrazione garantirà la tutela degli interessi degli abitanti attuali e futuri del quartiere e della Città in generale.

Il Comitato Buon Pastore

 

Print Friendly, PDF & Email

Il Cammino di Sant’Agostino ora percorribile anche in tour virtuale

E' ormai imminente l’arrivo della primavera, ma per gli appassionati dei cammini lenti la possibilità di percorrere un Cammino italiano o europeo è purtroppo al momento compromessa se non preclusa, a causa delle recenti disposizioni di sicurezza emanate dal Governo.Per accontentare chi volesse compiere un’esperienza di cammino e attualmente non può farlo, essendo vincolato alla propria residenza, l’Associazione Cammino di Sant'Agostino ha messo a disposizione in rete un dettagliato tour visivo - ovviamente solo virtuale, ma di eccellente qualità grafica - che permette di percorrere “a volo d’uccello” questo Cammino, dedicato al Santo della Grazia620 km da Monza a Pavia a visitare i luoghi agostiniani e 50 Santuari mariani lombardi, più ulteriori 150 km da Pavia a Genova (o viceversa) lungo l’antica Via del Sale.E' dunque possibile percorrere lo spettacolare Cammino agostiniano anche da casa, da computer o cellulare, ammirandolo in volo per tutto il suo svolgimento col sottofondo di musiche celeberrime. Non sarà forse come camminarlo realmente, ma è almeno una prima intrigante anticipazione "dal divano", che consente di percorrere questo pellegrinaggio tra Lombardia, Piemonte e Liguria senza neppure uscire dalla porta di casa.Nel seguito i link ai video per tutte le 26 giornate lombarde e le ulteriori 10 giornate a piedi tra Lombardia, Piemonte e Liguria del Cammino di Sant'Agostino. Auguriamo a tutti un buon cammino - per il momento solo visivamente - in attesa di poterlo quanto prima camminare su sentieri veri e con le proprie gambe.

Giornate 1-5da Monza a Monguzzo

Giornate 6-10da Monguzzo a Bevera di Barzago

Giornate 11-15da Bevera di Barzago a Monza

Giornate 16-19da Monza a Milano per Busto Arsizio

Giornate 20-23da Milano a Monza per Caravaggio

Giornate 24-26da Monza a Pavia, per Milano

Giornate 27-36da Pavia a Genova (o viceversa) lungo la Via del Sale

Associazione Cammino di Sant'Agostino

 

Print Friendly, PDF & Email

PERCHE’ MONZA NON È NEL PARCO LOCALE DI INTERESSE SOVRACOMUNALE (PLIS) GRUBRIA?

 Lunedì 3 Febbraio il nuovo PLIS GruBria ha iniziato a muovere i nuovi primi passi. I comuni consociati e le associazioni presenti sul territorio si sono incontrate per valutare le possibili iniziative da porre in campo. L’obiettivo è quello di rendere partecipi i cittadini per la valorizzazione e la salvaguardia di questo Parco.

Nato nel Maggio del 2019, dall’unione del Parco del Grugnotorto-Villoresi con quello della Brianza Centrale, rappresenta un importante tassello per la salvaguardia dei territori liberi dalla cementificazione, per la realizzazione dei corridoi ecologici e di un sistema verde a nord di Milano.

Dieci i Comuni consorziati (Bovisio Masciago, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Desio, Lissone, Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano, Seregno, Varedo) con 2.063 ettari di terreno vincolato (verde-agricolo) per oltre 350.000 abitanti, sono i numeri del nuovo Parco. A questi numeri mancano quelli di Monza, che non risulta tra i Comuni consorziati.

Eppure il 24 ottobre 2016 il Consiglio Comunale di Monza con delibera n. 77 aveva approvato l’adesione al Parco del Grugnotorto-Villoresi con l’inserimento di 218 ettari di aree libere; decisione avallata, il 9 marzo 2017 dal Presidente della Provincia di Monza e Brianza. Ma questa disponibilità da parte del Comune di Monza non è stata resa effettiva nella stipula della convenzione con l’Ente parco.

Incomprensibilmente l’Amministrazione Comunale di Monza dal 2017 non ha mai, né versato al Plis Grugnotorto-Villoresi le quote previste con l'adesione, né condiviso il successivo processo che ha portato alla nascita del nuovo Plis Grubria che raccoglie l'importante eredità ecologica e di protezione delle poche aree libere del nord Milano e della Brianza Centrale.

La delibera di adesione non è però mai stata ritirata anche se, a Febbraio 2018, la Giunta Allevi aveva annunciato di voler uscire dal PLIS Grugnotorto-Villoresi, ente sovraccomunale che è peraltro in fase di liquidazione e non appena avrà terminato i lavori, verrà ufficialmente chiuso.

Sembra quasi che il Comune di Monza stia attendendo la chiusura ufficiale del PLIS Grugnotorto-Villoresi, in maniera tale che, questo passaggio formale, eviti alla Giunta in carica lo scomodo e impopolare gesto politico di negare quanto già approvato dal Consiglio comunale, riconsegnando le aree (verdi e agricole) coinvolte ad un futuro incerto.

Non si può escludere che potrebbero verificarsi interventi di cementificazione (come il deposito della linea metropolitana M5 previsto nel relativo studio di fattibilità), all’interno della Provincia MB, che è bene ricordarlo, è capolista nella triste classifica delle province d’Italia con il più alto indice di consumo di suolo.

Per tutti i motivi sopra esposti, chiediamo all’Amministrazione comunale di Monza di procedere con tutti gli atti necessari per l’adesione al nuovo PLIS GruBria, con l’aggregazione del territorio libero in precedenza inserito nel Parco del Grugnotorto - Villoresi.

Verrebbero così ulteriormente protette le aree verdi e agricole della Boscherona, della parte ovest di San Fruttuoso (due fasce di spazi aperti), e quelle del Casignolo (a sud di viale Campania).

Firma la petizione online: https://www.change.org/p/coordinamento-ambientalista-osservatorio-ptcp-di-mb-monza-deve-aderire-al-parco-grugnotoro-villoresi-e-brianza-centrale-grubria

Il Coordinamento di Associazioni e Comitati di Monza

Legambiente Circolo di Monza, CCR Gruppo ambiente e territorio, Comitato Parco di Monza A. Cederna, Comitato Bastacemento, Comitato via Boito-Monteverdi, Comitato via della Blandoria, Comitato Triante, Comitato quartiere S. Albino, Comitato quartiere San Donato, Comitato quartiere San Carlo e San Giuseppe, Comitato Buon Pastore, Comitato Gallarana.

Il Coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB

Comitato ampliamento parco Brianza Centrale, Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, Legambiente circolo di Monza, Legambiente circolo di Desio, Legambiente circolo di Seregno, Legambiente circolo Laura Conti Seveso, Un Parco per Bernareggio, WWF Lombardia, WWF Insubria, Associazione Culturale Brianze, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà (gruppo promotore adesione di Meda al GruBria).

Monza, 6 marzo 2020

 

Print Friendly, PDF & Email

Partita la raccolta fondi straordinaria a sostegno dei familiari di Saliou Diouf, operaio morto lo scorso 29 febbraio

È partita, su iniziativa della RSU della Zincol Lombarda e di altre RSU di aziende metalmeccaniche brianzole, la raccolta fondi straordinaria a sostegno dei familiari di Saliou Diouf, operaio di 44 anni tragicamente deceduto sul posto di lavoro lo scorso 29 febbraio.

“Siamo ancora scossi di quanto è avvenuto sabato scorso – dice Gennaro D’Andrea delegato sindacale della RSU della Zincol – e la migliore risposta che adesso possiamo dare in memoria di Saliou è quella di stare vicini alla sua famiglia, alla moglie ed ai suoi quattro figli”.

“Tutti noi colleghi di Saliou – prosegue D’Andrea – doniamo alla sua famiglia una nostra giornata di retribuzione. Siamo sicuri che anche altri lavoratori di altre aziende sapranno fare, nel limite delle loro possibilità, altrettanto”.

“Di fronte a questa immensa disgrazia – afferma Pietro Occhiuto, Segretario Generale della Fiom Cgil Brianza – rincuora il fatto che si sia messa in moto immediatamente la solidarietà delle lavoratrici e dei lavoratori. Il grande cuore operaio fa quadrato attorno alla famiglia di Saliou che oggi ha un forte bisogno di vicinanza”.

Al fine di agevolare la raccolta di fondi è stato aperto dalla RSU della Zincol Lombarda un conto corrente bancario intestato al delegato Rsu Gennaro D’Andrea presso la Banca Unicredit, codice IBAN IT96O 02008 32974 001575418849, e chiunque volesse partecipare alla raccolta fondi può fare un bonifico scrivendo nella causale “Donazione a favore dei familiari di Saliou Diouf

 

Iscriviti alla newsletter
Iscriviti gratis alla nostra newsletter per ricevere gli aggiornamenti e le novità sugli articoli e le iniziative di Vorrei

Per iscriverti devi accettare i nostri termini di utilizzo dei tuoi dati, ovvero la nostra politica riguardo la privacy. Non li cediamo a nessuno e non abusiamo mai! :)