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Comunicati stampa

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Pista ciclabile di via Borgazzi: lunedì 18 maggio il via ai lavori

Monza, 13 maggio 2020. Prenderanno il via lunedì 18 maggio i lavori di realizzazione della pista ciclabile che da via Borgazzi porterà fino a Bettola, ai confini di Cinisello Balsamo.

L’intervento, inserito nel progetto “MOBISCUOLA - Monza in Bici a Scuola e al Lavoro", prevede lavori complessivi per circa 300.000 euro ed è finanziato al 60% da un contributo ministeriale e per la restante parte da fondi comunali.

Il tracciato cittadino. La pista ciclabile monodirezionale sarà realizzata su entrambi i lati di via Borgazzi, a partire con l'intersezione di via Philips/Gorizia fino all'intersezione con via Asiago.

Da via Asiago in poi la pista lato ovest si sposterà sul lato est mediante un attraversamento illuminato: da questo punto in poi diventerà bidirezionale sul marciapiede che per l'occasione verrà allargato. Il tracciato proseguirà ancora sul lato est fino all'inizio dello spartitraffico centrale del cavalcavia sulla A52;

Da questo punto in poi la pista si sposterà centralmente sullo spartitraffico delimitata da transenne per proseguire fino all’imbocco dell'A52 sul lato est (attraversamento illuminato) e riposizionandosi sul marciapiede.

L’ultimo tratto verso il capolinea della M1. Dall'incrocio con Via Tolstoj/Bettola la pista proseguirà come pista ciclopedonale promiscua su carreggiata, delimitata da un cordolo di separazione su via Bettola fino al confine con Cinisello Balsamo e l'area di prossima realizzazione del futuro capolinea della M1.

“Dopo il bando sui monopattini elettrici ecco il secondo tassello verso quella richiesta sempre più pressante di una diversa e più dolce mobilità cittadina e extraurbana. Ma non ci fermeremo qui, nelle prossime settimane ci saranno ulteriori importanti novità che riguarderanno il nostro “nuovo” modo di muoverci”, dice il Sindaco Dario Allevi.

“Questa pista ciclabile è una risposta concreta ai tanti pendolari che ci chiedono alternative valide per gli spostamenti casa/lavoro – spiega l’Assessore alla Mobilità Federico Arena – Per questo i due chilometri e mezzo di questa opera, che sarà realizzata su uno degli assi più congestionati del traffico cittadino, sono particolarmente strategici e, in vista della metropolitana, diventeranno un tassello importante del piano della mobilità monzese”.

Gli interventi complementari. I lavori prevedono anche l’esecuzione di adeguamenti normativi sugli impianti semaforici: saranno introdotte, in particolare, lanterne ciclabili in corrispondenza degli attraversamenti semaforizzati. Non sono previste chiusure né restringimenti di carreggiata durante le fasi di cantiere; in qualche caso sarà necessario, invece, spostare o eliminare qualche fermata bus, di cui si darà adeguata informazione.

La fine dei lavori è prevista per novembre 2020.

 

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ASFALTI BRIANZA: LE RICHIESTE DEI SINDACI AGLI ENTI E ALLE ISTITUZIONI

Dopo la parziale riapertura dell’impianto i Comuni si fanno portavoce dei dubbi dei cittadini

13 MAGGIO 2020. Con una lettera firmata e inviata in data odierna, i Sindaci di Monza, Agrate Brianza e Brugherio hanno voluto, in maniera unitaria, farsi carico delle istanze e delle preoccupazioni manifestate dai cittadini e dai comitati in merito alla ripresa delle attività da parte dell’azienda Asfalti Brianza, sita nel Comune di Concorezzo.

La ripresa parziale delle attività.  Con la nota inviata alla Procura, alla Prefettura, alla Provincia di Monza e della Brianza, al Dipartimento di Milano e Monza di ARPA Lombardia, all’ATS della Brianza e all’ATO di Monza e Brianza, Dario Allevi, Simone Sironi e Marco Troiano hanno evidenziato che, con l’avvio della “fase due”, anche Asfalti Brianza ha ripreso la sua attività produttiva a regime ridotto, così come da autorizzazione ricevuta, legata alla contestuale esecuzione del piano di smaltimento dei rifiuti.

Nella lettera i Sindaci, dopo avere ripercorso le ultime vicende avvenute prima dell’inizio dell’emergenza coronavirus - a partire dalla rinuncia da parte dell’azienda alla presentazione in Provincia della variante all’autorizzazione unica ambientale per la modifica dell’impianto - hanno voluto evidenziare come la ripresa parziale delle attività abbia da subito fatto ripartire le segnalazioni dei cittadini alle istituzioni.

Le criticità tecniche ancora aperte. Del resto, la ripartenza è avvenuta senza nessuna preventiva risoluzione delle numerose criticità già più volte segnalate, che i Sindaci hanno sinteticamente riportato nuovamente nella lettera.

In particolare le questioni in sospeso che richiedono risposte certe sono: garanzie su come sia avvenuta la rimozione dei rifiuti, che era il requisito per la ripresa delle attività; informazioni sull’utilizzo del nuovo bruciatore; risposte alla diffida dell’ATO; la ricollocazione dello stoccaggio dei rifiuti al di fuori del raggio di 200 metri rispetto al pozzo di captazione di Brianzacque; informazioni sull’attuale percorso del “fresato”, sulla documentazione della variante sostanziale e sulla regolarità del DURC dell’azienda.

L’appello finale. I Sindaci rivolgono un accorato appello alle Istituzione e agli Enti destinatari della lettera: servono risposte chiare, certe e rapide. Non solo perché questa situazione di forte criticità si sta trascinando ormai da troppo tempo, ma soprattutto perché si avvicina una nuova fase di caldo, che i cittadini non possono certo vivere ancora come negli anni passati.

Mercoledì 13 maggio 2020

 

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Da Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità di Monza e Brianza
400mila euro per quattro progetti sociali e di recupero del patrimonio storico e artistico

Selezionate le iniziative della cooperativa sociale Solaris, della onlus Lega del Filo d’Oro,
della Parrocchia San Giovanni Battista di Monza e del Comune di Nova Milanese
 

 Monza, 11 maggio 2020 – Sono quattro le iniziative selezionate nell’ambito dell’edizione 2019 degli Emblematici Provinciali, il bando promosso da Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e da Fondazione Cariplo che si propone di realizzare iniziative di particolare rilevanza per i territori: 400mila euro le risorse complessivamente stanziate.

Si punta sullo “Sviluppo del welfare comunitario: comunità solidali, coese e sostenibili” con i progetti “Aliseo – Attività laboratoriali di inclusione sociale e orientamento” proposto dalla cooperativa sociale Solaris per i comuni dell’Ambito di Carate Brianza e con “In movimento” ideato dalla Lega del Filo d’Oro per Lesmo. Il restauro conservativo della facciata e della controfacciata della basilica di San Giovanni Battista di Monza e la ristrutturazione di Villa Vertua Masolo nel Comune di Nova Milanese puntano invece alla tutela e allo sviluppo del patrimonio storico e artistico del territorio.

L’impegno della Fondazione Cariplo è volto a promuovere iniziative che creino valore per le persone e per il territorio. I progetti Emblematici Provinciali nascono dalla collaborazione tra i diversi soggetti che vivono e operano all’interno delle comunità e che, aggregando diverse esigenze, esprimono interventi di grande valore simbolico. Attività finalizzate all’inclusione sociale e al sostegno delle persone più fragili, insieme a progetti di valorizzazione del patrimonio culturale, costituiscono i punti chiave per la crescita del capitale umano e per lo sviluppo del territorio. Progetti come questi sono possibili grazie alla collaborazione e al dialogo continuo tra la Fondazione Cariplo e la Fondazione della Comunità di Monza e Brianza onlus, che, attraverso la sua vicinanza al territorio, è in grado di raccoglierne le sensibilità e le esigenze”, ha dichiarato il Presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti.

Prosegue, oggi più che mai, la collaborazione con Fondazione Cariplo nell’individuare e sostenere interventi in grado di produrre un impatto significativo sulla qualità della vita della comunità e sulla promozione dello sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio: quello degli Emblematici Provinciali è un bando particolare, che si affianca all’attività erogativa più tradizionalmente promossa dalla Fondazione, perché più di altri si propone di attivare reti e di valorizzare beni comuni. Nuove risorse per la nostra Comunità per progettare e guardare al futuro”, ha commentato il Presidente della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Giuseppe Fontana.

Progetto Aliseo - Attività laboratoriali di inclusione sociale e orientamento
Risorse destinate: 90mila euro
Luogo: comuni dell’ambito di Carate Brianza
Enti coinvolti: capofila Solaris cooperativa sociale, partner le cooperative sociali Donghi, Novo Millennio, il Comune di Biassono (capofila dell’Ambito territoriale di Carate Brianza)

Il Progetto Aliseo intende creare interventi strutturati a favore di persone con disabilità nella fascia d’età tra i 6 e i 25 anni. Si tratta di un progetto di sistema, che coinvolge le amministrazioni comunali, Ats Brianza, Asst di Vimercate, scuole ed enti no profit. La definizione di una prassi di presa in carico omogenea sul territorio coinvolgendo enti pubblici e privati, no profit e scuole, e poi il consolidamento dell’inserimento delle persone con disabilità grave e gravissima in progetti ad hoc sul territorio, il sostegno delle famiglie, l’orientamento post scolastico e la creazione di un modello integrato e condiviso di co-progettazione tra tutti i soggetti del territorio: questi sono solo alcuni degli obiettivi che il Progetto Aliseo si propone di raggiungere. Numerose le strategie che intende mettere in campo: dai laboratori strutturati per favorire l’inclusione scolastica dei bambini con disabilità grave e gravissima all’attivazione di laboratori specifici per i ragazzi con disabilità lieve o media che hanno terminato la scuola dell’obbligo. Attenzione particolare sul Centro Diurno Modulare che si propone di accogliere gli utenti proponendo attività di sera e nel weekend.

 Di nuovo in movimento
Risorse destinate: 80mila euro
Luogo: Comune di Lesmo
Enti coinvolti: Lega del Filo d’Oro onlus

 Al via la riqualificazione edilizia e la ristrutturazione impiantistica dell'edificio che, all’interno del complesso del Centro Socio Sanitario Residenziale di Lesmo, accoglie le piscine e le palestre. Il centro ospita 45 utenti a tempo pieno ed è un punto di riferimento per altre 92 persone afferenti al servizio territoriale. La struttura è attualmente l'unica costruita ad hoc sulla base delle esigenze degli utenti: dopo 15 anni di attività si rendono necessari alcuni interventi straordinari. In particolare, il progetto presentato punta alla riqualificazione edilizia e alla ristrutturazione impiantistica dell'edificio dedicato alle attività fisioterapiche e idroterapiche utilizzate sia da residenti del centro sia da utenti dei servizi residenziali. Si tratta, in particolare, di realizzare interventi di muratura, di riparare le perdite della vasca, di rifare l’impianto di illuminazione e di installare un impianto fotovoltaico. Al termine dei lavori l'edificio sarà aperto anche ad altre realtà del territorio e alla Comunità.

 Restauro conservativo della facciata e della controfacciata del Duomo di Monza
Risorse destinate: 150mila euro
Enti coinvolti: Parrocchia di San Giovanni Battista

Un contributo per la terza tranche di interventi per il restauro conservativo della facciata e della controfacciata della basilica così da garantire la messa in sicurezza delle parti maggiormente ammalorate. Dopo la prima fase l'intervento è stato suddiviso in tre tranche. La prima ha riguardato la parte sommitale, la seconda la parte centrale. Arrivano adesso i contributi per la terza tranche, che riguarda gli interventi sulla fascia inferiore della facciata, sul rosone e sulla controfacciata interna.

 Riqualificazione di Villa Vertua Masolo e della limonaia
Risorse destinate: 80mila euro
Enti coinvolti: capofila Comune di Nova Milanese, partner la Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani e l’associazione culturale Impronte.

 Al via la riqualificazione strutturale di Villa Vertua Masolo, all’interno del parco cittadino dove hanno sede anche il Centro di cultura “Villa Brivio” e la Casa delle Arti e dei Mestieri. Un intervento che intende posizionarsi all’interno di una più ampia visione di sviluppo culturale della città, che si propone di promuovere gli spazi di proprietà comunale nell’ottica non solo di una riqualificazione degli immobili ma, anche, della definizione di una programmazione di contenuti che possa coinvolgere i residenti di Nova e dei dintorni. In particolare Villa Masolo si pone l’obiettivo di diventare un laboratorio di crescita e di sperimentazione per giovani artisti. Prevista l’impermeabilizzazione del tetto, l’ammodernamento degli impianti, il restauro degli infissi, il recupero del sottotetto e della limonaia.

 COME CONTRIBUIRE. Ricordiamo che è possibile sostenere la realizzazione dei progetti attraverso la Fondazione. Per donare è possibile effettuare un bonifico sui seguenti conti correnti intestati alla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus, con causale: “titolo del progetto”: BANCA POPOLARE DI MILANO – Iban: IT03 Q05034 20408 000000029299. C/C postale: 1025487529.

 

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Approvato il Bilancio consuntivo 2019

Bilancio che si dimostra solido grazie alla conferma delle previsioni delle entrate e alle voci positive relative al recupero dall’evasione di IMU, TARI e al superamento di quota 100.000 euro di incasso derivante dall’Imposta di Soggiorno.

Il Consiglio Comunale di Lissone ha approvato il Bilancio consuntivo 2019, con entrate ed uscite che lo scorso anno si sono attestate a 48,7 milioni di euro.

Le principali voci di spesa hanno riguardato l’acquisto di beni o servizi (63%) e il personale comunale (23%). Il principale capitolo di spesa rimane quello legato alle Politiche sociali, nel 2019 pari a 6,6 milioni di euro. La spesa per acquisti e servizi che ha sfiorato i 30 milioni di euro si è correlata con un alto livello di pagamenti effettuati ai fornitori entro il termine medio dei 30 giorni, così come previsto dalla severa normativa europea e che rappresenta un indice di virtuosità del Comune di Lissone che indirettamente sostiene le attività dei fornitori dell’ente.

“Alle entrate ha fatto seguito un pieno utilizzo delle risorse a disposizione - afferma Domenico Colnaghi, assessore con delega al Bilancio - a cui si sono aggiunte ulteriori risorse liberatesi dallo sblocco dell’avanzo di Amministrazione che vede gli investimenti complessivi superare i 9,4 milioni. Una cifra mai raggiunta in precedenza”.

L'impiego di risorse è evidenziato anche dalla diminuzione dell'avanzo di amministrazione accumulato negli anni, che scende da 32 a 30 milioni. Al proposito, l’Amministrazione Comunale è al lavoro per destinare – nel più breve tempo possibile – 2,25 milioni dell’avanzo a sostegno della crisi causata dalla pandemia.

Nel corso del 2019 il lavoro della struttura comunale ha permesso di garantire l’erogazione di tutti i servizi nonostante la diminuzione delle risorse umane: con 184 dipendenti su oltre 46.300 abitanti, Lissone ha un rapporto di 1 dipendente ogni 252 abitanti con una incidenza delle spese di personale al 23,52% che consentirà all’Ente di procedere nel 2020 alle assunzioni di personale previste, non appena superata l’emergenza COVID-19.

La spesa rappresenta una percentuale inferiore alla media per un Ente pubblico ed è la sola voce di rigidità strutturale nel bilancio, in quanto Lissone non ha alcun mutuo da pagare, così come rimarcato positivamente dal presidente dei revisori dei Conti.

“Anche la scelta strategica di entrare in AEB si è rivelata proficua, consentendo di incrementare il patrimonio netto di oltre 6 milioni di euro - conclude Colnaghi - Il bilancio consuntivo 2019 dimostra ancora una volta che a livello finanziario Lissone è virtuosa, consapevole di essere la seconda città della Brianza e costantemente proiettata verso il futuro e verso lo sviluppo”.

Lissone, 9 Maggio 2020

 

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LETTERA APERTA ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, ALLE FORZE POLITICHE,

AI CITTADINI E ALLE CITTADINE

“PENSARE A UN FUTURO SOSTENIBILE”

L’emergenza COVID-19 ha costretto tutti noi a fare i conti con nuove paure e limitazioni, con un rigore che ha cambiato le nostre vite in ogni aspetto, dal quotidiano dentro le mura domestiche, a quello lavorativo e delle relazioni.

Dobbiamo e possiamo IMPARARE qualcosa da questa “lezione” guardando al futuro con occhi e soluzioni nuove.

Il Coordinamento di Comitati e Associazioni di Monza, in anni di attività di ascolto dei cittadini monzesi sulle problematiche dei diversi quartieri, non ha mai abbandonato la volontà di interloquire con le diverse Amministrazioni succedutesi, offrendo osservazioni, riflessioni, soluzioni che avevano, ed hanno, un unico denominatore: PROGETTARE UN FUTURO SOSTENIBILE, ETICO, DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE per la nostra città.

Chiediamo quindi all’Amministrazione Comunale di non sottrarsi ad un confronto vero con quelle realtà cittadine, ma anche più largamente territoriali, che in questi anni hanno sottolineato la necessità e l’urgenza di un ripensamento dei nostri stili di vita.

I temi sul tavolo sono molti e tutti attuali perché ci impongono di RIPROGETTARE con saggezza la nostra città/vita futura:

- Come organizzare la rete di mobilità cittadina? E’ il momento di progettare seriamente una mobilità sostenibile, fatta di nuovi percorsi ciclopedonali, di un potenziamento specifico dei mezzi pubblici adattati alle nuove necessità di distanziamento, e soddisfare in modo efficace le “vecchie”, ma ancora inevase, esigenze di contenimento dell’inquinamento atmosferico. Sono molti gli studi che associano l’inquinamento ambientale al rischio di malattie epidemiche. E’ necessario avviare al più presto la redazione del PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile) che preveda tra i suoi obbiettivi: ciclabili a lunga percorrenza (come quella lungo il Villoresi, che va integrata lungo tutto il suo tracciato); una maglia ciclopedonale a livello dei quartieri per gli spostamenti brevi (casa-scuola, casa-lavoro); riduzione del traffico; creazione di Zone 30; sicurezza stradale e ciclopedonale; agevolazione dello Smart working. 

- Come “rilanciare” giardini e parchi cittadini per favorire l’utilizzo di spazi aperti? Alcuni giardini della nostra città necessitano di urgente manutenzione anche in vista degli adeguamenti richiesti dalle nuove ordinanze in tema di Coronavirus. Ma, in un’ottica di rilancio, bisogna innanzitutto guardare in una nuova prospettiva al Parco, ai Giardini della Villa Reale e ai Boschetti, ripensandoli come luogo ideale nel quale la salute della mente e del corpo vanno di pari passo con il rispetto e la salvaguardia di un monumento che vanta oltre duecento anni di storia e che non può essere considerato l’unico luogo di ricreazione “verde” della città.

- Come restituire alla città le aree dismesse? L’attuale emergenza evidenzia ancora di più il valore intrinseco di aree e strutture dismesse presenti nella nostra città: la loro trasformazione va pensata con urgenza perché può dare ai cittadini, in un’ottica diversa da quella puramente immobiliare, risposte a nuovi e vecchi fabbisogni.

- Come proteggere le aree libere? Tra le nuove esigenze che questa pandemia ci ha imposto, crediamo che debba avere un posto prioritario quello di difendere le aree ancora libere del nostro territorio: sostenibilità e benessere sono necessità non più procrastinabili. Le aree verdi e agricole sono un patrimonio a cui le nostre città, e quindi anche Monza, non possono rinunciare. Bisogna fermare il consumo di suolo perché il nostro territorio non può più perdere neanche un metro quadrato di verde: abbiamo tutti sotto gli occhi le catastrofi derivanti dalla rottura di fragili equilibri ambientali e le ripercussioni sulla nostra salute.  

Per questo rilanciamo all’Amministrazione comunale la richiesta, sostenuta da una petizione online firmata già da 332 cittadini, di adesione del Comune di Monza al Parco Locale di Interesse Sovracomunale Grugnotorto Villoresi e Brianza Centrale (PLIS GruBria), per una tutela attiva delle aree verdi e agricole a ovest della città. Si tratta anche e soprattutto di difendere l'ultima linea di verde che separa e distingue la Brianza nelle sue valenze storiche, ambientali, culturali, dal dilagare della indistinta periferia milanese.

Così come andrà fatto per le aree ad est della città, con l’adesione al Parco di interesse sovracomunale Est delle Cave e in connessione al Parco Agricolo Nord Est, per un progetto di sostenibilità ambientale sovracomunale, a partire dalla soluzione di una emergenza nell’emergenza: quella dell’inquinamento provocato dalla ditta Asfalti Brianza, che proprio in questi giorni è tornata a tormentare le notti di una parte dei cittadini monzesi.

Ora non si può ricominciare come nulla fosse successo.

 Un ripensamento va fatto in tempi rapidi, a partire, crediamo, dai nodi che qui abbiamo evidenziato, in un’ottica di revisione anche degli indirizzi urbanistici generali della città e degli interventi edilizi su aree libere e dismesse previsti, adottati o approvati e da noi raccolti nei dossier Libro Bianco 1 (2015) e Libro Bianco 2 (2018), ora in corso di aggiornamento.

Abbiamo sperimentato, in questi mesi, l’unica conseguenza non negativa della pandemia: respirare aria pulita. Non vogliamo ripiombare nell’incubo!

Il Coordinamento di Associazioni e Comitati di Monza

Legambiente Circolo di Monza, CCR Gruppo ambiente e territorio, Comitato Parco di Monza A. Cederna, Comitato Bastacemento, Comitato via Boito-Monteverdi, Comitato via della Blandoria, Comitato Triante, Comitato quartiere S. Albino, Comitato quartiere San Donato, Comitato quartiere San Carlo e San Giuseppe, Comitato Buon Pastore, Comitato Gallarana.

 

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Gentile lettore, gentile lettrice,

negli ultimi anni mi è capitato di scriverti in qualità di presidente dell'Associazione Minerva, per aggiornarti sulle attività e sui progetti in corso. Pur non rivestendo più questo ruolo da qualche mese, avverto il dovere di rivolgermi a te per raccontarti una storia che mi sta molto a cuore, con la promessa di non abusare del tuo tempo. Dedicami qualche minuto, credo ne valga la pena.

Forse avrai sentito parlare di Asfalti Brianza. E' un'azienda sita a Concorezzo, in zona Malcantone, i cui fumi ricadono con notevole prepotenza sugli abitanti di Concorezzo, Monza, Agrate e Brugherio. Da alcuni anni preoccupa un numero sempre crescente di cittadini, a causa delle insopportabili esalazioni che produce. Nell'ultimo anno ho dovuto approfondire il caso in qualità di consigliere comunale per La Rondine Concorezzo. Lo studio delle carte, il confronto con i cittadini e diverse autorità del territorio, i tanti sopralluoghi, l'analisi delle relazioni tecniche e delle segnalazioni, mi hanno consegnato un quadro scuro, fatto di sofferenze, di paure, inefficienze, mancanza di responsabilità politica, di scaricabarile.

L'azienda emette nell'aria sostanze altamente nocive, con visibili effetti sui cittadini: lacrimazioni, irritazioni, difficoltà respiratorie. L'odore nauseante è in grado di entrare con forza nelle abitazioni, in alcuni casi rendendo impossibile la permanenza in casa. Diverse abitazioni ed aziende distano meno di 500 metri dal sito produttivo, limite di sicurezza fissato da una relazione tecnica commissionata dalla stessa azienda. Nel tempo, sono emersi tanti e preoccupanti punti interrogativi, a fronte di una condotta opaca: a proposito delle modalità di trasporto dei materiali, dello stoccaggio e dello smaltimento dei rifiuti, degli effetti sul suolo e sulle acque.

Per molti anni la politica locale ha adottato una linea di morbida concertazione con l'azienda, senza raggiungere alcun risultato apprezzabile. E' dovuta intervenire la Procura, per portare all'attenzione delle autorità politiche gli illeciti che erano ben visibili ad occhio nudo. Le crescenti preoccupazioni per la salute pubblica e i possibili problemi di ordine pubblico hanno poi motivato l'intervento della Prefettura, oggi impegnata a coordinare un nuovo tavolo di supervisione. Le procedure amministrative, che avrebbero potuto contenere i danni degli ultimi sei anni, sono state ritardate o perfino ignorate. Non sono mai stati predisposti campionamenti preventivi dell'aria e delle emissioni: si è preferito affidarsi al buon cuore e alle relazioni di parte dell'azienda. E' mancata la volontà politica di prendere di petto la questione.

Tanti cittadini si sono attivati in comitati, per provare a interloquire con le istituzioni e raggiungere una soluzione, dando una straordinaria prova di impegno e senso civico. Penso ad esempio agli amici del Comitato di Quartiere di S. Albino, attivissimi e attenti al tema. Ho poi conosciuto cittadini che non sono stati capaci di trattenere le lacrime mentre li incontravo, per capire cosa stava accadendo. Con altri ho avuto lunghi confronti di merito, per decidere il da farsi, per trovare ogni appiglio possibile che fosse utile a risolvere la questione.

Oggi, dopo quasi due mesi di restrizioni alle proprie libertà, i cittadini si trovano a dover fronteggiare, di nuovo, i disagi di una situazione insostenibile e le preoccupazioni per la propria salute. Questo non è accettabile e rischia di produrre effetti disastrosi sul nostro territorio, anche in termini di credibilità delle nostre istituzioni. Sia chiara una cosa. Su questa storia non ci sarà nessun arretramento. Non è più tempo di equilibrismi. Non sono più credibili i vaghi messaggi rassicuranti, dal tono paternalistico, ascoltati in questi giorni. 

Mi rivolgo a te nella speranza possa darmi una mano. Occorre tenere alta l'attenzione, informarsi, sensibilizzare le persone vicine. Occorre continuare a pretendere risposte serie dalla politica, affinché certi equilibri possano essere vinti. Per darti un'idea un poco più precisa di quanto accade, permettimi di allegare una cartina realizzata da La Rondine, che illustra quanto i cittadini avvertano il problema. Si tratta di oltre 900 segnalazioni, raccolte in poche settimane la scorsa estate, quando l'azienda era a pieno regime. 

Possiamo fare in modo che la storia di Asfalti Brianza diventi un esempio, anche per altre comunità che vivono gli stessi disagi e le stesse preoccupazioni. Per questo, non esitare a scrivermi per avere ulteriori informazioni, per proporre osservazioni e contributi. Scrivimi anche se questa lettera non ha incontrato il tuo interesse e il tuo gradimento: farò in modo tu non riceva più email di questo tipo dal mio indirizzo di posta.

Nella speranza di aver incontrato il tuo interesse e con l'augurio possa ritrovare un po' di normalità in questi giorni,

Un saluto

Francesco Facciuto

La Rondine Concorezzo

 

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Cura del verde e dell’arredo urbano, ripartono i lavori in programma
Già concluso l’intervento in piazza Caduti della Patria. Cantiere riaperto nel Parco di Villa Borgia

Sono ripresi nei giorni scorsi i lavori programmati dall’Amministrazione Comunale e relativi alla cura del verde e dell’arredo urbano. Interventi che, oltre a migliorare esteticamente il territorio, hanno l’obiettivo di garantire la fruizione delle aree verdi in totale sicurezza non appena si potrà tornare a frequentarle.

PIAZZA CADUTI DELLA PATRIA

Panchine completamente riqualificate e nuove essenze arboree sono stati il cuore dell’intervento che ha interessato piazza “Caduti per la patria”, oggetto di una riqualificazione dal costo complessivo di circa 4mila euro.

Grazie alle nuove essenze e alle siepi che creano una bordura verde, siamo riusciti a dare una maggior identità a questo spazio pubblico – afferma il sindaco Lisa Mandelliè stata ripristinata anche la funzionalità della fontanella, così da garantire un luogo in cui ritrovarsi. Questo, nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale e degli Alpini, doveva essere a Giugno uno spazio in cui ospitare la manifestazione d’interesse provinciale del passaggio della “stecca”, che a causa dell’emergenza sanitaria è stata annullata. Siamo però certi che, grazie a queste migliorie, la fruizione potrà crescere sensibilmente”.

PARCO VILLA BORGIA

Sono ripartiti i lavori all’interno del Parco di Villa Borgia, dove sono in essere interventi di manutenzione sui camminamenti per identificare un percorso chiaro e pulito all’interno dell’area verde, oltre alla realizzazione dell’illuminazione per garantire la fruibilità dello spazio in totale sicurezza. I lavori si erano fermati nel periodo dell’emergenza Coronavirus come previsto dai provvedimenti governativi.

Il cantiere è a buon punto, l’obiettivo dell’Amministrazione Comunale è quello di renderlo disponibile alla popolazione in estate, compatibilmente con le disposizioni nazionali e l’evoluzione dell’emergenza – afferma il Sindaco Mandelli – ultimati questi lavori, ci ritroveremo con uno degli angoli più belli e frequentati del territorio completamente riqualificati”.

Come detto, una specifica manutenzione riguarderà i camminamenti, rendendoli più facilmente individuabili e percorribili, con un rifacimento generale con l’utilizzo di pavimentazione in calcestre naturale. Nel corso dei lavori, la squadra di operai si concentrerà anche su verniciature, diserbatura e messa a regime dell’arredo urbano.

TAGLIO DEL VERDE

È in corso il secondo taglio del verde pubblico, dopo che il primo sfalcio era stato effettuato nel periodo di emergenza sanitaria durante il mese di aprile. Il secondo taglio richiederà circa 10 giorni lavorativi per coprire tutti i giardini e le aree verdi del territorio. Come da disposizioni, gli operai non potranno utilizzare il soffiatore in questa fase di taglio dell’erba.

Usmate Velate, 8 Maggio 2020

 

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Al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Interni ed ai Gruppi Parlamentari di Camera e Senato, la rete Brianza Accogliente Solidale, che raccoglie oltre 120 associazioni del territorio, rivolge un accorato appello per la regolarizzazione dei migranti irregolari presenti nel nostro Paese. A favore di questo provvedimento spingono con urgenza ragioni di giustizia sociale, di sicurezza sanitaria, e di tenuta di aree importanti della nostra economia.

Nel corso degli ultimi anni il peggioramento progressivo delle normative sull'immigrazione e asilo culminate nei decreti "sicurezza" (2018 e 2019) e il sostanziale blocco dei flussi di ingresso per motivi di lavoro a tempo indeterminato (2011), pur in presenza di una costante richiesta di lavoratori nei vari settori, hanno prodotto una graduale riduzione dei diritti dei lavoratori migranti ed un aumento di quelli sprovvisti di regolare titolo di soggiorno, costringendo quindi molti lavoratori stranieri a lavorare in condizioni di irregolarità e di privazione di ogni tutela lavorativa e sociale, alimentando di conseguenza molte organizzazioni criminali grazie al lavoro sottopagato.

Si stima che il loro numero possa superare oggi il mezzo milione di persone. La maggior parte di queste persone lavora, in nero, in settori come l'agricoltura, l'edilizia, la logistica, il lavoro domestico e di cura, la ristorazione, il commercio, i trasporti eccetera. Si pensi solo al caso dell'agricoltura: mancano 250 mila lavoratori dato che gli stagionali stranieri sono bloccati nei paesi d'origine; nelle prossime settimane rischiamo di avere intere colture destinate al macero!

Poi c'è la sicurezza sanitaria del nostro Paese. L’art. 32 della nostra Costituzione recita che “la salute è un diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”. La lotta al Corona-virus viene spesso posta in contrapposizione con le esigenze dell'economia. Nel caso della regolarizzazione dei migranti irregolari le ragioni economiche si allineano a quelle sanitarie. Le misure di distanziamento sociale, quelle che ci hanno portato a stare reclusi in casa per mesi, non potranno mai bloccare il contagio fra chi non ha un proprio spazio privato separato da quello pubblico, fra chi convive in pochi metri quadrati con persone sempre diverse, di cui non può minimamente controllare gli spostamenti. Chiudere le persone in casa non potrà mai essere una misura efficace per chi non può stare confinato da nessuna parte. I migranti irregolari vivono molto di più in promiscuità degli altri immigrati perché hanno minori fonti di reddito e non possono firmare un contratto d'affitto.

In conclusione pur rimanendo del convincimento che sia quanto mai opportuna e necessaria una revisione complessiva delle norme sull’Immigrazione, riteniamo che, in un contesto come quello attuale, l’emanazione di un provvedimento di regolarizzazione / emersione costituisca di per sé un atto di giustizia ed equità nonché un vantaggio sociale ed economico per tutta la collettività.

Auspichiamo pertanto che la regolarizzazione possa essere aperta a tutti coloro che versano in una condizione di irregolarità o che siano titolari di permessi non rinnovabili o convertibili, non sia vincolata alla stretta titolarità di un rapporto di lavoro, preveda requisiti di accesso semplici e chiari. Solo così si potrebbero evitare le problematiche già vissute in passato e che il provvedimento stesso si trasformi in una farsa discriminatoria e ingiusta.

In queste settimane ci siamo non solo confrontati ma anche impegnati ad affrontare i bisogni di migliaia di abitanti della nostra Provincia. Lo abbiamo fatto tenendo a riferimento i nostri valori: Solidarietà, Accoglienza e Pace. Con concretezza e risolutezza verso ogni essere umano.

Questo Appello è promosso e sostenuto dalle seguenti personalità, Organizzazioni ed Associazioni. Per questione di spazio ne riportiamo solo una parte dei tanti sostenitori. Siamo tutte/i operanti nella nostra Provincia e portatrici degli interessi e della rappresentatività di migliaia di Cittadini, militanti ed attivisti:

 ACLI Milano Monza Brianza – ALISEI Monza Brianza – AMICI CINEMA ROMA Seregno – ANED Monza – ANOLF Monza Brianza Lecco – ANPI Monza Brianza – ARCI Monza Brianza – ARCODONNA Monza – ASEB ASSOCIAZIONE SENEGALESI della Brianza ASOCIACIONES DE MIGRANTES DAULENOS Ecuador ASSOCIAZIONE CONCORDIA HAJJAR NOUR EDDINE di Meda SCUOTIVENTO Monza – ARCI NOVA Nova Milanese – ARTICOLO UNO Monza Brianza – ASSOCIAZIONE BRUCALIFFO Limbiate – ASSOCIAZIONE CULTURALE DEL BANGLADESH (BAYTUN NOOR) Monza – AUSER Monza Brianza – CARITAS Verano Brianza – CENTRO DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO Monza Lecco Sondrio – CENTRO ISLAMICO Monza Brianza – CGIL Monza Brianza – CISL Monza Brianza Lecco – CITTA' PERSONE Monza – COLLETTIVO AGITAMENTE Seregno – DESIO CITTÀ APERTA Desio – DIRITTI INSIEME Monza Brianza – EMERGENCY Monza Brianza – FRIDAY FOR FUTURE Monza Brianza – GIANNI TARTARI (IRSA-CNR) – GRUPPO DONNE E DIRITTI Vimercate – GRUPPO IMPULSI SOSTENIBILITÀ SOLIDARIETÀ Meda – ITALIA VIVA Monza e Brianza –  KATIUSCIA MELATO (PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA) – LAURA MAGGI (INSEGNANTE EX CCB, AI RICHIEDENTI ASILO) – LEGAMBIENTE Seregno – LEGAMBIENTE Seveso   - LE SARDINE Monza Brianza – LIA FORTI (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI INSUBRIA) – LIBERA Monza Brianza – LIBERE DEMOCRATICHE Monza Brianza – MINHAJ UL QURAN PAKISTANI di Desio MONZATTIVA Monza – MUGGIÒ PARTECIPATA Muggiò – NOVALUNA Monza – OSSERVATORIO ANTIMAFIE PEPPINO IMPASTATO Monza Brianza – PARTITO DEMOCRATICO Monza Brianza – POP SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE Monza – RAGGRUPPAMENTO RTI BONVENA Monza – RAFFAELE MANTEGAZZA (PROF. PEDAGOGIA UNIVERSITA' BICOCCA) – RETE ASSOCIAZIONI LEGALITÀ E GIUSTIZIA SOCIALE Seregno – SEVESO FUTURA Seveso – SINISTRA E AMBIENTE PER MEDA Meda – STATI GENERALI DELLE DONNE Monza – TENDA DELLA PACE Bellusco – UN PALCOSCENICO PER I RAGAZZI Bellusco – UN PONTE PER Monza

 

 

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Smart working, la nostra attenzione sui diritti dei lavoratori. Contrattiamo il cambiamento.

L'emergenza sanitaria ha indotto le aziende a ripensare il proprio modello organizzativo e, in nome della tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, a privilegiare l'uso dello smart working. Sono tante le aziende metalmeccaniche della Brianza che hanno usufruito del lavoro agile, del lavoro da remoto. Ed è presumibile che una volta usciti dall'emergenza sanitaria l'utilizzo dello smart working possa essere utilizzato con una certa strutturalità ed in maniera più massiccia di quanto non sia stato fatto finora. “In queste settimane – afferma Pietro Occhiuto, Segretario Generale della Fiom Cgil Brianza – abbiamo posto alcune domande ai lavoratori di due grosse multinazionali del territorio su come stiano vivendo l'esperienza dello smart working e le risposte che ci sono arrivate sono molto interessanti. Innanzitutto lo smart working piace ai lavoratori che però al tempo stesso ci dicono anche che ci sono delle criticità date dal fatto che c'è una difficoltà con la disconnessione, che hanno necessità di confrontarsi con i propri colleghi e compagni di lavoro e che comunque vorrebbero farlo passando una parte della settimana in ufficio”. “E' indubbio che il lavoro agile possa essere uno strumento prezioso, utile – continua Occhiuto - ma è altrettanto vero che può dare il via libera a una situazione di sfruttamento del lavoratore. Noi questo dobbiamo evitare che avvenga ed è per questo motivo che risulta necessario il ruolo della contrattazione. Ci sono diritti da salvaguardare e tutele da garantire anche e soprattutto quando le nostre case diventano degli uffici”. “Dovremo contrattare – dice il Segretario Generale della Fiom Brianza – i tempi, le pause, le condizioni economiche, la partecipazione democratica dei lavoratori, i percorsi per la loro crescita professionale ed anche i termini di come quel lavoro debba essere fatto in sicurezza. Ed è per questo motivo che apriamo un confronto tra le nostre delegate ed i nostri delegati per individuare soluzioni opportune a raggiungere questi obiettivi”.

Monza 05/05/2020

 

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La Biblioteca Civica aderisce a «Il Maggio dei Libri»: tante iniziative a portata di clic

Tante iniziative da conoscere attraverso la rete per mantenere alta l’attenzione anche verso la cultura attraverso una rassegna variegata che ponga al centro la lettura e i libri. Come già negli anni precedenti, il Comune di Lissone aderirà anche nel 2020 alla campagna nazionale "Il Maggio dei Libri", promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. La campagna nazionale nasce nel 2011 con l'obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura nella crescita personale, culturale e civile.

Quella di quest’anno sarà, inevitabilmente, un’edizione prettamente digitale a cui l’Amministrazione Comunale darà ampio spazio sul portale istituzionale del Comune di Lissone, dove già quotidianamente vengono pubblicati spunti di riflessione proposti e approfonditi dai Bibliotecari.

Dal 4 al 30 maggio “Il Maggio dei Libri” verrà sviluppato e approfondito, oltre che nelle 9 rubriche in cui si articola il progetto “Guarda e ascolta che cosa ti propone la tua Biblioteca", già oggi disponibile nella home page del sito, anche attraverso altre due iniziative.

La prima originale ed interessante appositamente ideata per il Maggio dei Libri, sarà dedicata alla «Poesia dorsale», che consiste nella creazione di una poesia in versi, che si svilupperà semplicemente utilizzando i titoli di libri impilati l’uno sopra l'altro.

Cos’è la “Poesia Dorsale”? Una poesia che si compone mediante l'accostamento di alcuni libri della propria libreria cogliendo tra i titoli dei loro dorsi legami originali e sensazioni personali. Ogni titolo costituisce un verso della poesia e libro su libro, titolo su titolo si arriva a comporre la propria opera d’arte fatta non solo di parole, ma anche di immagini.​

La sezione della «Poesia dorsale» sarà aggiornata quotidianamente per un totale di 20 poesie in formato immagine, utili anche per offrire ulteriori spunti di piacevoli letture fra i titoli più curiosi.

Con la seconda iniziativa nell’ambito de «Il Maggio dei Libri», seppur virtualmente, tornerà a ritrovarsi il Gruppo di Lettura: collegamento previsto tramite piattaforma Zoom per sabato 2 maggio, riservato agli scritti.

“Anche per quest’anno Lissone, con il lavoro della sua biblioteca, parteciperà a questa inusuale edizione del Maggio dei libri, che da diversi anni appassiona gli amanti della lettura – afferma Alessia Tremolada, assessore con delega alla Cultura - E’ necessario per la nostra Amministrazione, così come in generale per gli enti locali, seppure con mezzi diversi e compatibili con la situazione attuale, mantenere un presidio culturale per dare vicinanza alla cittadinanza anche sotto questo profilo, che è sicuramente parte integrante della quotidianità delle persone, soprattutto in questi momenti di quarantena”.

Lissone, 30 Aprile 2020

 

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