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Comunicati stampa

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IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB CONTRARIO AI CONTENUTI DEL PIANO INTEGRATO D’INTERVENTO (PII) SULL’AREA EX-SCHIATTI A LENTATE SUL SEVESO

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (soggetto al quale aderiscono 15 associazioni, gruppi e comitati della Brianza), è stato coinvolto per valutazioni su di un Piano Integrato d’Intervento (PII) elaborato in fretta e furia dalla giunta di Lentate sul Seveso. Si tratta del PII riguardante l’area dismessa ex Schiatti, dove era attiva un’industria tessile nata nei primi anni del ‘900 e ora realtà concreta di archeologia industriale segnalata come tale, nel 2015, dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Il sito è posto in posizione centrale e potrebbe oltretutto costituire una cerniera, attraverso alcuni percorsi ciclabili, anche col Parco delle Groane e alcuni edifici pubblici, salvaguardando gli immobili per l’indiscutibile valore storico, testimoniale, urbanistico e sociale.

Purtroppo nulla di queste peculiarità è stato oggetto di ispirazione nell’elaborazione della proposta del PII adottato (con esigua maggioranza) dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 22 del 19 marzo 2020.

Tutto viene demolito per fare spazio al solito capannone commerciale sede dell’ennesimo supermercato. Viene inserita anche una Residenza Socio Assistenziale (RSA) con un progetto altrettanto anonimo che potrebbe essere realizzato identico altrove, ma non così in un nucleo di antica formazione.

Scompare la memoria storica e nulla di quegli edifici viene mantenuto e salvaguardato. Il progetto adottato creerebbe un “non luogo” incapace di cogliere gli aspetti storici, urbanistici e sociali, collocandovi una funzione commerciale inutile e dannosa soprattutto per il piccolo commercio di vicinato che ancora permane in quella parte del comune.

Il progetto non è nemmeno stato sottoposto alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) come invece richiesto dalla Provincia di MB.

Abbiamo pertanto elaborato e protocollato 9 osservazioni che dovranno essere vagliate dall’amministrazione e discusse in sede di Consiglio Comunale.

Due osservazioni chiedono di non approvare il PII, così come adottato, per l’incompatibilità del PII stesso rispetto al valore storico e architettonico della struttura tenendo invece in considerazione le richieste puntuali formulate dal locale Comitato Area Schiatti, promotore di una petizione online.

Altre due osservazioni riguardano gli aspetti agronomici e la tutela del verde lì esistente. Si fa richiesta di una dettagliata relazione agronomica con una perizia sulle condizioni degli alberi presenti e la valutazione della qualità del patrimonio arboreo nonché la conservazione delle essenze esistenti e la loro valorizzazione per l’importanza ambientale e storica.

L’inserimento nel PII di una nuova media struttura di vendita (in una zona già satura di tali strutture) desta preoccupazioni: per la viabilità, per l’inquinamento acustico e atmosferico da traffico indotto e per le ricadute negative sui negozi di prossimità. Questo ci ha portato a formulare tre osservazioni che sollecitano relazioni d’approfondimento su queste criticità, non trattate nella documentazione del PII adottato.

Importanti le ultime due osservazioni con la richiesta di annullamento della deliberazione del CC n. 22/2020, il riavvio del procedimento assoggettando il progetto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). E’ stata infatti riscontrata la mancata stesura della (VAS), pur richiesta dalla Provincia di MB e anche ai sensi della LR 12/2005 che la prevede qualora, come avvenuto nel caso in esame, si attuino varianti al Documento di Piano che è atto costitutivo del Piano di Governo del Territorio (PGT) vigente.

13-05-2020

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB

Email: osservatorio.ambientalista.mb@gmail.com

Sito web: http://www.alternativaverde.it/PTCP/ptcpindex.html

Facebook: https://www.facebook.com/groups/osservatorioptcpmonzaebrianza

 

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Colletta Alimentare Solidale, la Cgil di Monza e Brianza promuove e sostiene l’iniziativa di Anpi e Auser a sostegno delle famiglie fragili

 “La Cgil di Monza e Brianza accoglie molto positivamente l’iniziativa di solidarietà promossa da Anpi e Auser provinciali che, con concretezza, cerca di dare risposta alle enormi ingiustizie causate da questa emergenza sanitaria”. A darne l’annuncio è Matteo Casiraghi, segretario della Cgil di Monza e Brianza.

Il sindacato di via Premuda, infatti, aderisce e sostiene la Colletta Alimentare Solidale, un progetto promosso dal comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e da Auser Monza e Brianza. “In una società già segnata da profonde ingiustizie economiche e sociali – si legge nel volantino delle due associazioni –, impoverita nei diritti e nei servizi sul territorio, a causa dell’emergenza sanitaria si stanno creando nuove sacche di precarietà e di povertà”. 

L’iniziativa, a sostegno del progetto MB United - Rete Solidale, rappresenta un gesto concreto di solidarietà nei confronti delle famiglie che oggi si trovano in condizioni di fragilità economica.

Anche la Cgil di Monza e Brianza – spiega Matteo Casiraghi – si è attivata, nella sede di Monza, mettendo a disposizione dei dipendenti e dei militanti un contenitore per la raccolta”.

Sono richiesti alimenti confezionati e scatolame, come pasta, riso, olio, legumi in scatola, pelati, sale, caffè, e prodotti per l’igiene personale e degli ambienti, come sapone liquido, dentifricio, carta igienica, pannolini, assorbenti e igienizzanti.

Combattere le ingiustizie sociali, darsi una mano reciprocamente: mai come oggi si rendono necessarie queste forme concrete di solidarietà, mutuo aiuto, assistenza. Azioni capaci di costruire un rinnovato senso di comunità”, aggiunge il segretario, che ricorda: “Continuiamo il nostro impegno anche nella rete delle associazioni di Brianza Accogliente e Solidale: una rete di circa 120 tra associazioni e personalità del nostro territorio che, in queste settimane difficili, si è messa a disposizione delle fasce sociali più bisognose”.

 

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PONTE COLOMBO, C’È LA DATA DI INIZIO LAVORI

L’obiettivo è aprire il cantiere per la demolizione e ricostruzione tra due settimane. Dario Allevi: «L’emergenza CoronaVirus non ha fermato il progetto, ma un’opera pubblica di questo tipo richiede attenzione, rigore nell’esecuzione e purtroppo anche tanti, troppi, passaggi prima di poter avviare il cantiere»

Monza, 13 maggio 2020. L’obiettivo è lunedì 25 maggio. Oggi pomeriggio nel corso di una riunione tra i tecnici del Comune e l’azienda incaricata dei lavori, la «Edilmecos» di Vinovo (TO), sono state definite le condizioni che, tra due settimane, potrebbero portare ad iniziare i lavori per la demolizione e ricostruzione del ponte sul fiume Lambro in via Colombo.

Avanti nonostante il CoronaVirus. «La definizione di un percorso che ci consentirà di iniziare i lavori tra due settimane – spiega il Sindaco Dario Allevi – è uno step importante, atteso da tanto tempo. Nonostante l’emergenza sanitaria abbiamo continuato a lavorare per aprire il cantiere il prima possibile, consapevoli come siamo degli enormi continui disagi che sono costretti a sopportare i residenti e i commercianti. Stiamo correndo, ma è evidente che un’opera pubblica di questo tipo richiede attenzione e rigore nell’esecuzione». 

Lo scoglio della burocrazia “Questa vicenda, semmai ce ne fosse stato bisogno, ha rafforzato in me la convinzione che è arrivato il momento di rivedere il Codice degli Appalti senza perdere ulteriormente tempo. E’ inaccettabile che per qualsiasi intervento, anche urgente, come la demolizione e ricostruzione di un ponte che divide in due una città servano più di 30 passaggi prima di iniziare i lavori. Ora poi che la ripresa del Paese dovrà inevitabilmente partire da importanti investimenti pubblici, questo diventa un argomento dirimente. Mi auguro che il Governo ci stia lavorando, sollecitato ogni giorno da tutti i Sindaci d’Italia. Genova insegna che le cose si possono fare correttamente e in tempi rapidi anche senza quei lacci e lacciuoli che sono previsti nel Codice in vigore”.

Il progetto. Secondo il progetto, redatto dalla società «P&P Consulting Engineeris» di Seriate (BG), la struttura portante sarà costituita da travi in acciaio, mentre la pavimentazione del ponte riprenderà quella di via Spalto Piodo: i materiali usati, infatti, richiameranno il disegno e il colore del porfido. I parapetti, infine, saranno in continuità con quelli della passerella del mercato. Previste due corsie ciclopedonali e una centrale veicolare. Quest’ultima, delimitata da barriere di protezione, sarà riservata ai residenti e ai mezzi di soccorso. Il traffico sarà a regolato a senso unico alternato. L’investimento previsto è di 753 mila euro.

Le fasi. Il ponte Colombo è una struttura dell’inizio degli anni Cinquanta (non sottoposta, quindi, a vincoli della Soprintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici) costituita da una campata composta da sei travi e cinque traversi in calcestruzzo. «Il cantiere – spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Simone Villa – si svilupperà in due fasi: la prima consisterà nella demolizione del ponte, mentre la seconda nel montaggio della nuova struttura e nel suo posizionamento sul fiume Lambro. Tutte le fasi dei lavori sono state pensate per non interferire con l’alveo del Lambro e, quindi, contenere al massimo i tempi di esecuzione dei lavori, che dovrebbero concludersi in autunno. Proprio per questo abbiamo anche previsto un collaudo in corso d’opera finalizzato a “tagliare” ulteriormente la durata del cantiere o il trasporto e lo scarico del materiale in orari notturni. Il nuovo ponte, infine, migliorerà anche la sicurezza dell’area in caso di piena del fiume perché risulta più alto e, quindi, aumenta la “luce”, cioè lo spazio per il passaggio dell’acqua».

Il sopralluogo. Nel pomeriggio di giovedì 14 maggio è previsto un sopralluogo sul posto tra i tecnici del Comune, quelli dell’azienda che dovrà eseguire i lavori e il responsabile della sicurezza per definire le modalità di apertura del cantiere, valutare la sicurezza dell’area e il piano di viabilità alternativa e indicare le misure di rispetto della normativa Covid19. Se tutte le condizioni saranno rispettate si darà il via libera per l’apertura del cantiere lunedì 25 maggio.

 

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La maggioranza di centrodestra in Consiglio Regionale della Lombardia, in occasione della seduta del Consiglio per la discussione del progetto di legge relativo agli “Interventi per la ripresa economica”, ha bocciato un emendamento che prevedeva la cifra di 1.000.000,00 € per finanziare la seconda fase del progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo allo studio di un sistema di trasporto pubblico per l'asta Cologno – Vimercate.

Con queste decisioni, la Lega e i suoi alleati, fanno slittare di ben due anni (esercizio 2022) il suddetto studio di fattibilità, cancellando il lavoro svolto negli ultimi due anni dall’Agenzia per il trasporto pubblico, dai Comuni coinvolti (Agrate Brianza, Brugherio, Carugate, Concorezzo e Vimercate) e dalla stessa Regione, e facendo di fatto saltare, ancora una volta la possibilità di realizzazione del prolungamento della Linea 2 della Metropolitana Milanese da Cologno Nord a Vimercate.

Contemporaneamente però, essi continuano a riversare enormi quantità di soldi pubblici nella realizzazione di un’infrastruttura inutile e dannosa come l’Autostrada Pedemontana Lombarda, per cui hanno approvato un aumento di capitale di 350.000.000,00 di euro dal 2020 al 2024. La ripresa dopo l’emergenza Covid dovrà essere caratterizzata da forti investimenti nel campo della tutela dell’ambiente e dell’economia verde, se vorremo dimostrare di aver imparato qualcosa da questa crisi. In tal senso la mobilità a basso impatto, il trasporto pubblico e lo sviluppo e diffusione dello smart working rivestono un ruolo fondamentale. Il prolungamento della rete Metropolitana fino a Vimercate, consentirebbe di intercettare una grande parte del traffico automobilistico che si riversa ogni giorno su Milano, generando benefici in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico, di risposta alla domanda di mobilità dei cittadini, di incremento dell’attrattività del territorio.

La Giunta regionale e la sua maggioranza invece, continuano a preferire il vecchio e dannoso modello di sviluppo, basato su cemento, asfalto e consumismo sfrenato. Rimangono sorde alle richieste dei Comuni interessati dall’intervento per la creazione di un sistema di trasporto pubblico per l'asta Cologno – Vimercate, che hanno più volte apertamente manifestato la necessità di avviare quanto prima la seconda parte dello studio per poter successivamente far richiesta al Governo delle risorse necessarie alla realizzazione dell’opera. Si ostinano a privilegiare un’infrastruttura come Pedemontana, che genera nuovo traffico, nuovo inquinamento, nuovo rumore, nuova cementificazione del territorio, sempre pagata con soldi pubblici. Noi riteniamo che questo modo di agire denoti una miopia che danneggia i cittadini.

Il Movimento 5 Stelle, nei Comuni coinvolti come già avvenuto in Consiglio Regionale, si oppone a tali scelte sconsiderate operate da chi governa Regione Lombardia. A Brugherio e ad Agrate Brianza, i nostri Portavoce hanno presentato una Mozione per esprimere questo dissenso e far sentire alla Regione la voce dei territori. Ci auguriamo che ci sia ampia convergenza sul contenuto della Mozione perché i brugheresi e gli agratesi hanno il diritto di avere una Metropolitana, preso atto delle tasse che pagano e del traffico automobilistico che la due città subiscono.

Movimento 5 Stelle Agrate Brianza - Movimento 5 Stelle Brugherio

 

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Pista ciclabile di via Borgazzi: lunedì 18 maggio il via ai lavori

Monza, 13 maggio 2020. Prenderanno il via lunedì 18 maggio i lavori di realizzazione della pista ciclabile che da via Borgazzi porterà fino a Bettola, ai confini di Cinisello Balsamo.

L’intervento, inserito nel progetto “MOBISCUOLA - Monza in Bici a Scuola e al Lavoro", prevede lavori complessivi per circa 300.000 euro ed è finanziato al 60% da un contributo ministeriale e per la restante parte da fondi comunali.

Il tracciato cittadino. La pista ciclabile monodirezionale sarà realizzata su entrambi i lati di via Borgazzi, a partire con l'intersezione di via Philips/Gorizia fino all'intersezione con via Asiago.

Da via Asiago in poi la pista lato ovest si sposterà sul lato est mediante un attraversamento illuminato: da questo punto in poi diventerà bidirezionale sul marciapiede che per l'occasione verrà allargato. Il tracciato proseguirà ancora sul lato est fino all'inizio dello spartitraffico centrale del cavalcavia sulla A52;

Da questo punto in poi la pista si sposterà centralmente sullo spartitraffico delimitata da transenne per proseguire fino all’imbocco dell'A52 sul lato est (attraversamento illuminato) e riposizionandosi sul marciapiede.

L’ultimo tratto verso il capolinea della M1. Dall'incrocio con Via Tolstoj/Bettola la pista proseguirà come pista ciclopedonale promiscua su carreggiata, delimitata da un cordolo di separazione su via Bettola fino al confine con Cinisello Balsamo e l'area di prossima realizzazione del futuro capolinea della M1.

“Dopo il bando sui monopattini elettrici ecco il secondo tassello verso quella richiesta sempre più pressante di una diversa e più dolce mobilità cittadina e extraurbana. Ma non ci fermeremo qui, nelle prossime settimane ci saranno ulteriori importanti novità che riguarderanno il nostro “nuovo” modo di muoverci”, dice il Sindaco Dario Allevi.

“Questa pista ciclabile è una risposta concreta ai tanti pendolari che ci chiedono alternative valide per gli spostamenti casa/lavoro – spiega l’Assessore alla Mobilità Federico Arena – Per questo i due chilometri e mezzo di questa opera, che sarà realizzata su uno degli assi più congestionati del traffico cittadino, sono particolarmente strategici e, in vista della metropolitana, diventeranno un tassello importante del piano della mobilità monzese”.

Gli interventi complementari. I lavori prevedono anche l’esecuzione di adeguamenti normativi sugli impianti semaforici: saranno introdotte, in particolare, lanterne ciclabili in corrispondenza degli attraversamenti semaforizzati. Non sono previste chiusure né restringimenti di carreggiata durante le fasi di cantiere; in qualche caso sarà necessario, invece, spostare o eliminare qualche fermata bus, di cui si darà adeguata informazione.

La fine dei lavori è prevista per novembre 2020.

 

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ASFALTI BRIANZA: LE RICHIESTE DEI SINDACI AGLI ENTI E ALLE ISTITUZIONI

Dopo la parziale riapertura dell’impianto i Comuni si fanno portavoce dei dubbi dei cittadini

13 MAGGIO 2020. Con una lettera firmata e inviata in data odierna, i Sindaci di Monza, Agrate Brianza e Brugherio hanno voluto, in maniera unitaria, farsi carico delle istanze e delle preoccupazioni manifestate dai cittadini e dai comitati in merito alla ripresa delle attività da parte dell’azienda Asfalti Brianza, sita nel Comune di Concorezzo.

La ripresa parziale delle attività.  Con la nota inviata alla Procura, alla Prefettura, alla Provincia di Monza e della Brianza, al Dipartimento di Milano e Monza di ARPA Lombardia, all’ATS della Brianza e all’ATO di Monza e Brianza, Dario Allevi, Simone Sironi e Marco Troiano hanno evidenziato che, con l’avvio della “fase due”, anche Asfalti Brianza ha ripreso la sua attività produttiva a regime ridotto, così come da autorizzazione ricevuta, legata alla contestuale esecuzione del piano di smaltimento dei rifiuti.

Nella lettera i Sindaci, dopo avere ripercorso le ultime vicende avvenute prima dell’inizio dell’emergenza coronavirus - a partire dalla rinuncia da parte dell’azienda alla presentazione in Provincia della variante all’autorizzazione unica ambientale per la modifica dell’impianto - hanno voluto evidenziare come la ripresa parziale delle attività abbia da subito fatto ripartire le segnalazioni dei cittadini alle istituzioni.

Le criticità tecniche ancora aperte. Del resto, la ripartenza è avvenuta senza nessuna preventiva risoluzione delle numerose criticità già più volte segnalate, che i Sindaci hanno sinteticamente riportato nuovamente nella lettera.

In particolare le questioni in sospeso che richiedono risposte certe sono: garanzie su come sia avvenuta la rimozione dei rifiuti, che era il requisito per la ripresa delle attività; informazioni sull’utilizzo del nuovo bruciatore; risposte alla diffida dell’ATO; la ricollocazione dello stoccaggio dei rifiuti al di fuori del raggio di 200 metri rispetto al pozzo di captazione di Brianzacque; informazioni sull’attuale percorso del “fresato”, sulla documentazione della variante sostanziale e sulla regolarità del DURC dell’azienda.

L’appello finale. I Sindaci rivolgono un accorato appello alle Istituzione e agli Enti destinatari della lettera: servono risposte chiare, certe e rapide. Non solo perché questa situazione di forte criticità si sta trascinando ormai da troppo tempo, ma soprattutto perché si avvicina una nuova fase di caldo, che i cittadini non possono certo vivere ancora come negli anni passati.

Mercoledì 13 maggio 2020

 

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Da Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità di Monza e Brianza
400mila euro per quattro progetti sociali e di recupero del patrimonio storico e artistico

Selezionate le iniziative della cooperativa sociale Solaris, della onlus Lega del Filo d’Oro,
della Parrocchia San Giovanni Battista di Monza e del Comune di Nova Milanese
 

 Monza, 11 maggio 2020 – Sono quattro le iniziative selezionate nell’ambito dell’edizione 2019 degli Emblematici Provinciali, il bando promosso da Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e da Fondazione Cariplo che si propone di realizzare iniziative di particolare rilevanza per i territori: 400mila euro le risorse complessivamente stanziate.

Si punta sullo “Sviluppo del welfare comunitario: comunità solidali, coese e sostenibili” con i progetti “Aliseo – Attività laboratoriali di inclusione sociale e orientamento” proposto dalla cooperativa sociale Solaris per i comuni dell’Ambito di Carate Brianza e con “In movimento” ideato dalla Lega del Filo d’Oro per Lesmo. Il restauro conservativo della facciata e della controfacciata della basilica di San Giovanni Battista di Monza e la ristrutturazione di Villa Vertua Masolo nel Comune di Nova Milanese puntano invece alla tutela e allo sviluppo del patrimonio storico e artistico del territorio.

L’impegno della Fondazione Cariplo è volto a promuovere iniziative che creino valore per le persone e per il territorio. I progetti Emblematici Provinciali nascono dalla collaborazione tra i diversi soggetti che vivono e operano all’interno delle comunità e che, aggregando diverse esigenze, esprimono interventi di grande valore simbolico. Attività finalizzate all’inclusione sociale e al sostegno delle persone più fragili, insieme a progetti di valorizzazione del patrimonio culturale, costituiscono i punti chiave per la crescita del capitale umano e per lo sviluppo del territorio. Progetti come questi sono possibili grazie alla collaborazione e al dialogo continuo tra la Fondazione Cariplo e la Fondazione della Comunità di Monza e Brianza onlus, che, attraverso la sua vicinanza al territorio, è in grado di raccoglierne le sensibilità e le esigenze”, ha dichiarato il Presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti.

Prosegue, oggi più che mai, la collaborazione con Fondazione Cariplo nell’individuare e sostenere interventi in grado di produrre un impatto significativo sulla qualità della vita della comunità e sulla promozione dello sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio: quello degli Emblematici Provinciali è un bando particolare, che si affianca all’attività erogativa più tradizionalmente promossa dalla Fondazione, perché più di altri si propone di attivare reti e di valorizzare beni comuni. Nuove risorse per la nostra Comunità per progettare e guardare al futuro”, ha commentato il Presidente della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Giuseppe Fontana.

Progetto Aliseo - Attività laboratoriali di inclusione sociale e orientamento
Risorse destinate: 90mila euro
Luogo: comuni dell’ambito di Carate Brianza
Enti coinvolti: capofila Solaris cooperativa sociale, partner le cooperative sociali Donghi, Novo Millennio, il Comune di Biassono (capofila dell’Ambito territoriale di Carate Brianza)

Il Progetto Aliseo intende creare interventi strutturati a favore di persone con disabilità nella fascia d’età tra i 6 e i 25 anni. Si tratta di un progetto di sistema, che coinvolge le amministrazioni comunali, Ats Brianza, Asst di Vimercate, scuole ed enti no profit. La definizione di una prassi di presa in carico omogenea sul territorio coinvolgendo enti pubblici e privati, no profit e scuole, e poi il consolidamento dell’inserimento delle persone con disabilità grave e gravissima in progetti ad hoc sul territorio, il sostegno delle famiglie, l’orientamento post scolastico e la creazione di un modello integrato e condiviso di co-progettazione tra tutti i soggetti del territorio: questi sono solo alcuni degli obiettivi che il Progetto Aliseo si propone di raggiungere. Numerose le strategie che intende mettere in campo: dai laboratori strutturati per favorire l’inclusione scolastica dei bambini con disabilità grave e gravissima all’attivazione di laboratori specifici per i ragazzi con disabilità lieve o media che hanno terminato la scuola dell’obbligo. Attenzione particolare sul Centro Diurno Modulare che si propone di accogliere gli utenti proponendo attività di sera e nel weekend.

 Di nuovo in movimento
Risorse destinate: 80mila euro
Luogo: Comune di Lesmo
Enti coinvolti: Lega del Filo d’Oro onlus

 Al via la riqualificazione edilizia e la ristrutturazione impiantistica dell'edificio che, all’interno del complesso del Centro Socio Sanitario Residenziale di Lesmo, accoglie le piscine e le palestre. Il centro ospita 45 utenti a tempo pieno ed è un punto di riferimento per altre 92 persone afferenti al servizio territoriale. La struttura è attualmente l'unica costruita ad hoc sulla base delle esigenze degli utenti: dopo 15 anni di attività si rendono necessari alcuni interventi straordinari. In particolare, il progetto presentato punta alla riqualificazione edilizia e alla ristrutturazione impiantistica dell'edificio dedicato alle attività fisioterapiche e idroterapiche utilizzate sia da residenti del centro sia da utenti dei servizi residenziali. Si tratta, in particolare, di realizzare interventi di muratura, di riparare le perdite della vasca, di rifare l’impianto di illuminazione e di installare un impianto fotovoltaico. Al termine dei lavori l'edificio sarà aperto anche ad altre realtà del territorio e alla Comunità.

 Restauro conservativo della facciata e della controfacciata del Duomo di Monza
Risorse destinate: 150mila euro
Enti coinvolti: Parrocchia di San Giovanni Battista

Un contributo per la terza tranche di interventi per il restauro conservativo della facciata e della controfacciata della basilica così da garantire la messa in sicurezza delle parti maggiormente ammalorate. Dopo la prima fase l'intervento è stato suddiviso in tre tranche. La prima ha riguardato la parte sommitale, la seconda la parte centrale. Arrivano adesso i contributi per la terza tranche, che riguarda gli interventi sulla fascia inferiore della facciata, sul rosone e sulla controfacciata interna.

 Riqualificazione di Villa Vertua Masolo e della limonaia
Risorse destinate: 80mila euro
Enti coinvolti: capofila Comune di Nova Milanese, partner la Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani e l’associazione culturale Impronte.

 Al via la riqualificazione strutturale di Villa Vertua Masolo, all’interno del parco cittadino dove hanno sede anche il Centro di cultura “Villa Brivio” e la Casa delle Arti e dei Mestieri. Un intervento che intende posizionarsi all’interno di una più ampia visione di sviluppo culturale della città, che si propone di promuovere gli spazi di proprietà comunale nell’ottica non solo di una riqualificazione degli immobili ma, anche, della definizione di una programmazione di contenuti che possa coinvolgere i residenti di Nova e dei dintorni. In particolare Villa Masolo si pone l’obiettivo di diventare un laboratorio di crescita e di sperimentazione per giovani artisti. Prevista l’impermeabilizzazione del tetto, l’ammodernamento degli impianti, il restauro degli infissi, il recupero del sottotetto e della limonaia.

 COME CONTRIBUIRE. Ricordiamo che è possibile sostenere la realizzazione dei progetti attraverso la Fondazione. Per donare è possibile effettuare un bonifico sui seguenti conti correnti intestati alla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus, con causale: “titolo del progetto”: BANCA POPOLARE DI MILANO – Iban: IT03 Q05034 20408 000000029299. C/C postale: 1025487529.

 

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Approvato il Bilancio consuntivo 2019

Bilancio che si dimostra solido grazie alla conferma delle previsioni delle entrate e alle voci positive relative al recupero dall’evasione di IMU, TARI e al superamento di quota 100.000 euro di incasso derivante dall’Imposta di Soggiorno.

Il Consiglio Comunale di Lissone ha approvato il Bilancio consuntivo 2019, con entrate ed uscite che lo scorso anno si sono attestate a 48,7 milioni di euro.

Le principali voci di spesa hanno riguardato l’acquisto di beni o servizi (63%) e il personale comunale (23%). Il principale capitolo di spesa rimane quello legato alle Politiche sociali, nel 2019 pari a 6,6 milioni di euro. La spesa per acquisti e servizi che ha sfiorato i 30 milioni di euro si è correlata con un alto livello di pagamenti effettuati ai fornitori entro il termine medio dei 30 giorni, così come previsto dalla severa normativa europea e che rappresenta un indice di virtuosità del Comune di Lissone che indirettamente sostiene le attività dei fornitori dell’ente.

“Alle entrate ha fatto seguito un pieno utilizzo delle risorse a disposizione - afferma Domenico Colnaghi, assessore con delega al Bilancio - a cui si sono aggiunte ulteriori risorse liberatesi dallo sblocco dell’avanzo di Amministrazione che vede gli investimenti complessivi superare i 9,4 milioni. Una cifra mai raggiunta in precedenza”.

L'impiego di risorse è evidenziato anche dalla diminuzione dell'avanzo di amministrazione accumulato negli anni, che scende da 32 a 30 milioni. Al proposito, l’Amministrazione Comunale è al lavoro per destinare – nel più breve tempo possibile – 2,25 milioni dell’avanzo a sostegno della crisi causata dalla pandemia.

Nel corso del 2019 il lavoro della struttura comunale ha permesso di garantire l’erogazione di tutti i servizi nonostante la diminuzione delle risorse umane: con 184 dipendenti su oltre 46.300 abitanti, Lissone ha un rapporto di 1 dipendente ogni 252 abitanti con una incidenza delle spese di personale al 23,52% che consentirà all’Ente di procedere nel 2020 alle assunzioni di personale previste, non appena superata l’emergenza COVID-19.

La spesa rappresenta una percentuale inferiore alla media per un Ente pubblico ed è la sola voce di rigidità strutturale nel bilancio, in quanto Lissone non ha alcun mutuo da pagare, così come rimarcato positivamente dal presidente dei revisori dei Conti.

“Anche la scelta strategica di entrare in AEB si è rivelata proficua, consentendo di incrementare il patrimonio netto di oltre 6 milioni di euro - conclude Colnaghi - Il bilancio consuntivo 2019 dimostra ancora una volta che a livello finanziario Lissone è virtuosa, consapevole di essere la seconda città della Brianza e costantemente proiettata verso il futuro e verso lo sviluppo”.

Lissone, 9 Maggio 2020

 

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LETTERA APERTA ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, ALLE FORZE POLITICHE,

AI CITTADINI E ALLE CITTADINE

“PENSARE A UN FUTURO SOSTENIBILE”

L’emergenza COVID-19 ha costretto tutti noi a fare i conti con nuove paure e limitazioni, con un rigore che ha cambiato le nostre vite in ogni aspetto, dal quotidiano dentro le mura domestiche, a quello lavorativo e delle relazioni.

Dobbiamo e possiamo IMPARARE qualcosa da questa “lezione” guardando al futuro con occhi e soluzioni nuove.

Il Coordinamento di Comitati e Associazioni di Monza, in anni di attività di ascolto dei cittadini monzesi sulle problematiche dei diversi quartieri, non ha mai abbandonato la volontà di interloquire con le diverse Amministrazioni succedutesi, offrendo osservazioni, riflessioni, soluzioni che avevano, ed hanno, un unico denominatore: PROGETTARE UN FUTURO SOSTENIBILE, ETICO, DI SALVAGUARDIA AMBIENTALE per la nostra città.

Chiediamo quindi all’Amministrazione Comunale di non sottrarsi ad un confronto vero con quelle realtà cittadine, ma anche più largamente territoriali, che in questi anni hanno sottolineato la necessità e l’urgenza di un ripensamento dei nostri stili di vita.

I temi sul tavolo sono molti e tutti attuali perché ci impongono di RIPROGETTARE con saggezza la nostra città/vita futura:

- Come organizzare la rete di mobilità cittadina? E’ il momento di progettare seriamente una mobilità sostenibile, fatta di nuovi percorsi ciclopedonali, di un potenziamento specifico dei mezzi pubblici adattati alle nuove necessità di distanziamento, e soddisfare in modo efficace le “vecchie”, ma ancora inevase, esigenze di contenimento dell’inquinamento atmosferico. Sono molti gli studi che associano l’inquinamento ambientale al rischio di malattie epidemiche. E’ necessario avviare al più presto la redazione del PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile) che preveda tra i suoi obbiettivi: ciclabili a lunga percorrenza (come quella lungo il Villoresi, che va integrata lungo tutto il suo tracciato); una maglia ciclopedonale a livello dei quartieri per gli spostamenti brevi (casa-scuola, casa-lavoro); riduzione del traffico; creazione di Zone 30; sicurezza stradale e ciclopedonale; agevolazione dello Smart working. 

- Come “rilanciare” giardini e parchi cittadini per favorire l’utilizzo di spazi aperti? Alcuni giardini della nostra città necessitano di urgente manutenzione anche in vista degli adeguamenti richiesti dalle nuove ordinanze in tema di Coronavirus. Ma, in un’ottica di rilancio, bisogna innanzitutto guardare in una nuova prospettiva al Parco, ai Giardini della Villa Reale e ai Boschetti, ripensandoli come luogo ideale nel quale la salute della mente e del corpo vanno di pari passo con il rispetto e la salvaguardia di un monumento che vanta oltre duecento anni di storia e che non può essere considerato l’unico luogo di ricreazione “verde” della città.

- Come restituire alla città le aree dismesse? L’attuale emergenza evidenzia ancora di più il valore intrinseco di aree e strutture dismesse presenti nella nostra città: la loro trasformazione va pensata con urgenza perché può dare ai cittadini, in un’ottica diversa da quella puramente immobiliare, risposte a nuovi e vecchi fabbisogni.

- Come proteggere le aree libere? Tra le nuove esigenze che questa pandemia ci ha imposto, crediamo che debba avere un posto prioritario quello di difendere le aree ancora libere del nostro territorio: sostenibilità e benessere sono necessità non più procrastinabili. Le aree verdi e agricole sono un patrimonio a cui le nostre città, e quindi anche Monza, non possono rinunciare. Bisogna fermare il consumo di suolo perché il nostro territorio non può più perdere neanche un metro quadrato di verde: abbiamo tutti sotto gli occhi le catastrofi derivanti dalla rottura di fragili equilibri ambientali e le ripercussioni sulla nostra salute.  

Per questo rilanciamo all’Amministrazione comunale la richiesta, sostenuta da una petizione online firmata già da 332 cittadini, di adesione del Comune di Monza al Parco Locale di Interesse Sovracomunale Grugnotorto Villoresi e Brianza Centrale (PLIS GruBria), per una tutela attiva delle aree verdi e agricole a ovest della città. Si tratta anche e soprattutto di difendere l'ultima linea di verde che separa e distingue la Brianza nelle sue valenze storiche, ambientali, culturali, dal dilagare della indistinta periferia milanese.

Così come andrà fatto per le aree ad est della città, con l’adesione al Parco di interesse sovracomunale Est delle Cave e in connessione al Parco Agricolo Nord Est, per un progetto di sostenibilità ambientale sovracomunale, a partire dalla soluzione di una emergenza nell’emergenza: quella dell’inquinamento provocato dalla ditta Asfalti Brianza, che proprio in questi giorni è tornata a tormentare le notti di una parte dei cittadini monzesi.

Ora non si può ricominciare come nulla fosse successo.

 Un ripensamento va fatto in tempi rapidi, a partire, crediamo, dai nodi che qui abbiamo evidenziato, in un’ottica di revisione anche degli indirizzi urbanistici generali della città e degli interventi edilizi su aree libere e dismesse previsti, adottati o approvati e da noi raccolti nei dossier Libro Bianco 1 (2015) e Libro Bianco 2 (2018), ora in corso di aggiornamento.

Abbiamo sperimentato, in questi mesi, l’unica conseguenza non negativa della pandemia: respirare aria pulita. Non vogliamo ripiombare nell’incubo!

Il Coordinamento di Associazioni e Comitati di Monza

Legambiente Circolo di Monza, CCR Gruppo ambiente e territorio, Comitato Parco di Monza A. Cederna, Comitato Bastacemento, Comitato via Boito-Monteverdi, Comitato via della Blandoria, Comitato Triante, Comitato quartiere S. Albino, Comitato quartiere San Donato, Comitato quartiere San Carlo e San Giuseppe, Comitato Buon Pastore, Comitato Gallarana.

 

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Gentile lettore, gentile lettrice,

negli ultimi anni mi è capitato di scriverti in qualità di presidente dell'Associazione Minerva, per aggiornarti sulle attività e sui progetti in corso. Pur non rivestendo più questo ruolo da qualche mese, avverto il dovere di rivolgermi a te per raccontarti una storia che mi sta molto a cuore, con la promessa di non abusare del tuo tempo. Dedicami qualche minuto, credo ne valga la pena.

Forse avrai sentito parlare di Asfalti Brianza. E' un'azienda sita a Concorezzo, in zona Malcantone, i cui fumi ricadono con notevole prepotenza sugli abitanti di Concorezzo, Monza, Agrate e Brugherio. Da alcuni anni preoccupa un numero sempre crescente di cittadini, a causa delle insopportabili esalazioni che produce. Nell'ultimo anno ho dovuto approfondire il caso in qualità di consigliere comunale per La Rondine Concorezzo. Lo studio delle carte, il confronto con i cittadini e diverse autorità del territorio, i tanti sopralluoghi, l'analisi delle relazioni tecniche e delle segnalazioni, mi hanno consegnato un quadro scuro, fatto di sofferenze, di paure, inefficienze, mancanza di responsabilità politica, di scaricabarile.

L'azienda emette nell'aria sostanze altamente nocive, con visibili effetti sui cittadini: lacrimazioni, irritazioni, difficoltà respiratorie. L'odore nauseante è in grado di entrare con forza nelle abitazioni, in alcuni casi rendendo impossibile la permanenza in casa. Diverse abitazioni ed aziende distano meno di 500 metri dal sito produttivo, limite di sicurezza fissato da una relazione tecnica commissionata dalla stessa azienda. Nel tempo, sono emersi tanti e preoccupanti punti interrogativi, a fronte di una condotta opaca: a proposito delle modalità di trasporto dei materiali, dello stoccaggio e dello smaltimento dei rifiuti, degli effetti sul suolo e sulle acque.

Per molti anni la politica locale ha adottato una linea di morbida concertazione con l'azienda, senza raggiungere alcun risultato apprezzabile. E' dovuta intervenire la Procura, per portare all'attenzione delle autorità politiche gli illeciti che erano ben visibili ad occhio nudo. Le crescenti preoccupazioni per la salute pubblica e i possibili problemi di ordine pubblico hanno poi motivato l'intervento della Prefettura, oggi impegnata a coordinare un nuovo tavolo di supervisione. Le procedure amministrative, che avrebbero potuto contenere i danni degli ultimi sei anni, sono state ritardate o perfino ignorate. Non sono mai stati predisposti campionamenti preventivi dell'aria e delle emissioni: si è preferito affidarsi al buon cuore e alle relazioni di parte dell'azienda. E' mancata la volontà politica di prendere di petto la questione.

Tanti cittadini si sono attivati in comitati, per provare a interloquire con le istituzioni e raggiungere una soluzione, dando una straordinaria prova di impegno e senso civico. Penso ad esempio agli amici del Comitato di Quartiere di S. Albino, attivissimi e attenti al tema. Ho poi conosciuto cittadini che non sono stati capaci di trattenere le lacrime mentre li incontravo, per capire cosa stava accadendo. Con altri ho avuto lunghi confronti di merito, per decidere il da farsi, per trovare ogni appiglio possibile che fosse utile a risolvere la questione.

Oggi, dopo quasi due mesi di restrizioni alle proprie libertà, i cittadini si trovano a dover fronteggiare, di nuovo, i disagi di una situazione insostenibile e le preoccupazioni per la propria salute. Questo non è accettabile e rischia di produrre effetti disastrosi sul nostro territorio, anche in termini di credibilità delle nostre istituzioni. Sia chiara una cosa. Su questa storia non ci sarà nessun arretramento. Non è più tempo di equilibrismi. Non sono più credibili i vaghi messaggi rassicuranti, dal tono paternalistico, ascoltati in questi giorni. 

Mi rivolgo a te nella speranza possa darmi una mano. Occorre tenere alta l'attenzione, informarsi, sensibilizzare le persone vicine. Occorre continuare a pretendere risposte serie dalla politica, affinché certi equilibri possano essere vinti. Per darti un'idea un poco più precisa di quanto accade, permettimi di allegare una cartina realizzata da La Rondine, che illustra quanto i cittadini avvertano il problema. Si tratta di oltre 900 segnalazioni, raccolte in poche settimane la scorsa estate, quando l'azienda era a pieno regime. 

Possiamo fare in modo che la storia di Asfalti Brianza diventi un esempio, anche per altre comunità che vivono gli stessi disagi e le stesse preoccupazioni. Per questo, non esitare a scrivermi per avere ulteriori informazioni, per proporre osservazioni e contributi. Scrivimi anche se questa lettera non ha incontrato il tuo interesse e il tuo gradimento: farò in modo tu non riceva più email di questo tipo dal mio indirizzo di posta.

Nella speranza di aver incontrato il tuo interesse e con l'augurio possa ritrovare un po' di normalità in questi giorni,

Un saluto

Francesco Facciuto

La Rondine Concorezzo

 

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