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Carmela Tandurella

 

  •  Arte e musica: sinergie e partecipazione.

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    Intervista a Federica Perelli, assessora alla cultura a Seregno e responsabile del progetto “Musica in scena”

     

  • Conoscere per preservare, preservare per conoscere.

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     Foto Esni

    Qualche riflessione sulla tutela del patrimonio storico-artistico a margine della presentazione di uno studio dell'ambientalista e ricercatore Zeno Celotto intorno alla fontana seregnese del “mangiabagaj”

     
    É molto comune conoscere poco o nulla della propria città, proprio per il fatto di vederla sempre, dando per scontato ciò che si scorge di sfuggita passeggiandoci. Così recita il risvolto di copertina del volumetto dedicato alla fontana seregnese detta del mangiabagaj, riprendendo la postfazione di Andrea Celotto, figlio dell'autore: un libro, pubblicato e distribuito dal Circolo Culturale Seregn de la memoria, scritto in dialogo, reale e ideale, con le nuove generazioni, che riesce a destare interesse anche fra loro, come ha dimostrato la loro partecipazione alla sua recente presentazione. Perchè può essere eccitante scoprire quante storie può raccontarci un monumento e quanto fascino delle epoche passate queste storie possano restituirci: storie scrupolosamente accertate e vagliate, corredate da testi e immagini che ci immergono nel gusto, nel costume, nella mentalità di secoli lontani, nei quali pure possiamo intravvedere risonanze col nostro presente.

     

    Può essere eccitante scoprire quante storie può raccontarci un monumento e quanto fascino delle epoche passate queste storie possano restituirci

    Parliamo di una fontana ottagonale, posta nel cuore della città, nella piazza antistante il palazzo municipale, sovrastata da un“biscione” in cotto, ben noto simbolo visconteo-sforzesco, che i Seregnesi chiamano affettuosamente mangiabagaj, diverso però nella struttura da quello che corona l'identica fontana che adorna oggi in Milano il cortiletto del Castello Sforzesco che da essa prende nome, e che è presente anche nelle copie della stessa che si trovano a Niguarda, nel cortile della Villa Mirabello, e a Grazzano Visconti, nella piazza del borgo. Un prodotto seriale, dunque, questa fontana: che valore ha, quando è stato concepito e realizzato, e dove si trova l'originale, che relazione ha con queste copie? Ebbene sì, si tratta di copie, ma il loro disegno è di Luca Beltrami, l'architetto a cui si deve la salvezza e il restauro del Castello Sforzesco: nel 1897, avendo scoperto durante una sua sosta a Bellinzona una bellissima acquasantiera nella Collegiata, la cui vasca era adornata da “numerose e belle imprese sforzesche”, e nella quale molti particolari rivelavano la sua originaria funzione di fontana, Beltrami ne aveva fatto un calco in gesso e progettato un rifacimento, con l'aggiunta di un basamento ottagonale e della vasca per la raccolta delle acque, oltre che di un biscione visconteo ricavato “dalla decorazione di una scala a chiocciola della Certosa di Pavia”, dato che un lungo frammento di ferro sporgente dalla sommità della vasca suggeriva la presenza di un manufatto che la coronasse. Intervento, questo, che fu giudicato improprio quando una copia della fontana, attraverso vicende rimaste ancora sconosciute, giunse a Seregno, dove fu collocata nella piazza di fronte al palazzo municipale nel 1928: il mangiabagaj fu tempo dopo eliminato, salvo ricomparire nel 2009 in cotto e in una foggia decisamente diversa da quella tradizionale, attestata nelle altre copie, secondo la libera interpretazione dello scultore Antonio De Nova. La pietra originaria in cui la vasca e le decorazioni erano scolpite fu coperta da una vernice in cotto.

     

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    Nonostante questo ultimo restauro sia così recente, lo stato di degrado di queste sculture é tale che c'é voluta tutta la pazienza e la passione di Celotto per rintracciarvi ad una ad una le raffigurazioni delle imprese sforzesche, paragonandole alle riproduzioni che i documenti d'epoca rinascimentale proponevano in abbondanza, non solo su stemmi, stendardi, mosaici e dipinti, ma anche su abiti e gioielli. Un esempio è l'impresa detta del velo annodato (raffigurato anche nella lunetta sinistra sovrastante uno dei finestroni absidali della Cappella di Teodolinda): simbolo di fedeltà, amore cavalleresco e dignità regale, era l'emblema dell'imperatore Venceslao IV di Boemia, che lo concesse a Galeazzo Visconti insieme al titolo ducale, ottenuto per intercessione del futuro papa Alessandro V e dietro all'esborso di una somma equivalente a diciassette milioni e mezzo di euro! Quella che illustra il significato di queste raffigurazioni é la parte più nuova e affascinante della ricerca pubblicata dal Circolo Culturale Seregn de la memoria nella piccola collana di storia locale “I Ciculabèt”. Tra soli e colombine circondati da raggi, leoni rampanti che tengono rami di melo cotogno, levrieri che si riposano all'ombra di un pino, falchi che si precipitano sulle oche di uno stagno, morsi per cavalli destinati a suggerire come reggere lo stato e piccole scope che rimandano al compito di farvi pulizia, si ricava l'immagine di una casata, pervenuta fortunosamente al potere sul Ducato di Milano, che attraverso un linguaggio fatto di simboli e motti (oggi si direbbe slogan), vuole affermare la continuità coi Visconti, accreditare come proveniente dal Cielo il proprio potere e dichiararne a potenziali nemici i propositi e la forza morale ed economica. Una bella lezione di storia “viva”, quella che la cura e la preservazione dei monumenti possono garantirci!                                                                                                                           

       

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    Se conoscere il valore di un monumento del passato ne incoraggia la conservazione, è altrettanto vero che la conservazione dello stesso, insieme ai documenti che lo riguardano, rappresenta uno strumento, pregnante ed insostituibile, di conoscenza del passato.

    Eppure sono tanti i nemici del nostro patrimonio storico-artistico: scarse conoscenze, ricerche poco accurate o rese impossibili dal disordine degli archivi, furia ammodernatrice e, per ultima, l'attuale cancel culture.

      

    Sono tanti i nemici del nostro patrimonio storico-artistico: scarse conoscenze, ricerche poco accurate o rese impossibili dal disordine degli archivi, furia ammodernatrice e, per ultima, l'attuale cancel culture.

    Pratica in realtà molto antica, dalla romana damnatio memoriae, che decapitava le statue degli imperatori caduti in disgrazia, alla sostituzione della testa della statua di Filippo II in Piazza dei Mercanti con quella di Bruto da parte dei giacobini milanesi: è Manzoni a ricordarci, nel dodicesimo capitolo del suo romanzo, le vicissitudini di questo monumento-simbolo, gettato infine nel fiume durante la Restaurazione. Vicenda che somiglia forse a quella dell'edificio seregnese della Gioventù Italiana del Littorio, trasformato nel dopoguerra in Casa del Popolo e alla fine abbattuto per far posto ad un parcheggio...

    Ma se é comprensibile che nell'immediatezza dei grandi rivolgimenti storici e culturali vengano abbattuti i simboli carichi di significati politici, non è accettabile trattare con sufficienza le tracce di un passato lontano, per far posto ad un presente privo di memoria.

     

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    La storia delle nostre città, e quella di Seregno non fa eccezione, é anche storia di sventramenti, abbattimenti, ricostruzioni più o meno arbitrarie, specie negli anni del dopoguerra e del boom economico: oggi una maggiore consapevolezza impone una difesa di tutto ciò che nello spazio urbano ha valore storico-artistico, perchè si possa stabilire col nostro passato un dialogo significativo, in primo luogo visivo e sensoriale, che solleciti curiosità, ricerca, conoscenza. Come, prima che fosse troppo tardi, é avvenuto con la fontana del mangiabagaj grazie alla sensibilità ambientalista di Zeno Celotto e alla sua esperienza nella ricerca storica.

     

     

     

  • Acque, fontanili, nobili e banditi  

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    In un libro di Chiara Ballabio e Zeno Celotto, e in una intervista a quest'ultimo, la storia del fontanile Testa del Nan, nel territorio di Carugo, e delle lotte fra i nobili che fra il XVI e il XVII secolo ne rivendicavano lo sfruttamento delle acque 

     

  • Quartieri periferici: come riscoprirne e valorizzarne le risorse

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  • La Dragunera, un romanzo  di Linda Barbarino.

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    Il conflitto tra opposti archetipi del maschile e del femminile nel racconto di un Sud che è ancora magia, mito e tragedia

     

  • La pandemia secondo l'antropologia

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    Nell'intervista all'antropologa Marta Villa, un'analisi dei comportamenti collettivi dettati da bisogni e reazioni ancestrali che si ripropongono nonostante il progresso scientifico e tecnologico.

     

  • Come il paese si è riscoperto fascista

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    Paolo Berizzi presenta il suo libro “Nazitalia, Viaggio in un paese che si è riscoperto fascista”: ricordando la responsabilità di tutti verso un fenomeno regressivo che cresce nell’indifferenza generale e nell’opportunismo delle forze democratiche

     

  • KKK: un acronimo double face

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    Come in un passato che non passa, la cosiddetta “politica per la famiglia” sostenuta dalle destre rappresenta l’altra faccia delle politiche identitarie e razziste.

     

  • Degli animali. Viaggio nel bestiario di Giampiero Neri

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    Nel  libro di Elisabetta Motta, arte, poesia e critica letteraria propongono un  percorso di riflessione sul tema del nostro rapporto col mondo animale.

     

  • Il nostro De André e il suonatore Jones

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    A venti anni dalla scomparsa del grande cantautore, amici e lettori di Vorrei lo ricordano con aneddoti personali. E se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita, e ti piace lasciarti ascoltare.

     

  • Il nostro De André. Cantata dell'11 gennaio 2019

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    A venti anni dalla scomparsa del grande cantautore, amici e lettori di Vorrei lo ricordano con aneddoti personali. La cantata anarchica dell'11 gennaio 2019, ovvero cronaca di una mattinata di due ragazze in pensione con parentesi autobiografiche.

     

  • Jacobin Italia. Ritrovare la strada in un “paese senza sinistra”

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    La nuova rivista ispirata all’omonimo magazine statunitense, si propone come luogo di controinformazione e di dibattito dove ricostruire le forze disperse della sinistra.

     

  • Intervista a Bhaskar Sunkara, fondatore di Jacobin Magazine

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    Bhaskar Sunkara, fondatore e direttore di Jacobin Magazine, la prestigiosa rivista americana fondata nel 2010 e conquistatasi in pochi anni fama internazionale, ha presenziato a Milano alla presentazione dell'edizione  italiana. Vorrei ha avuto il privilegio di intervistarlo per approfondire la situazione americana in previsione delle presidenziali 2020.

     

  • Le radici antisemite dell’Occidente

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    Dall’antigiudaismo alla personalità autoritaria: un libro sulle radici profonde di ogni razzismo in un’ intervista con l’autrice, Marta Villa.

     

  • Siamo tutti sulla stessa barca

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    Una campagna di comunicazione sociale sull’immigrazione diretta ai giovani promossa da un consorzio di ventinove comuni del Vimercatese e del Trezzese con la collaborazione della scuola e del terzo settore.

     

  • Maurizio de Giovanni e la popolarità del noir

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    Nella serie dedicata al commissario Ricciardi, poliziotto “per giustizia e per bontà”, una felice riedizione della grande letteratura popolare “d’appendice”: se n’è parlato a La passione per il delitto.

     

  • L'immigrazione vista "con altri occhi"

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    Un progetto della cooperativa Aeris condotto nelle scuole elementari e medie del Vimercatese e raccolto in un libro da Daniele Biella, con la collaborazione di tre giovani rifugiati africani.

     

  • Scuola, teatro, vita.

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    Studenti e insegnante della Scuola Media “Pietro Verri” di Biassono raccontano come  l’attività didattica possa aiutare i giovani a ritrovare fiducia, dialogo, libertà e rispetto di sé e degli altri.

     

  • Seregno faccia a faccia col passato fascista

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    Gli anni dal Fascismo alla Liberazione in  mostra a Seregno attraverso i documenti custoditi negli archivi comunali.

     

  • Contro le mafie, lotta all’indifferenza!

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    A Seregno, un appassionato invito all’impegno dalla Rete Associazioni per la legalità: con il lungo “appello” delle vittime di mafia e con un bellissimo film sulla vicenda del piccolo Giuseppe Di Matteo.

     

  • Come riconoscere il fascismo

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    Il pamphlet di Umberto Eco, una guida agli archetipi del “fascismo eterno”

     

  • Il lavoro culturale come intervento sociale

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    Affermazione di un diritto e strumento di integrazione. L’esempio di ASAI Torino nell’intervista a Paola Cereda.

     

  • Costituzione e antifascismo: a Seregno se ne discute finalmente

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     Una analisi a molte voci della crescita del neofascismo nel nostro paese e delle strategie più utili a contrastarla.

     

  • "Non bisognerebbe mai conoscere gli scrittori"

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    L’audiodramma di Sergio Ferrentino “L’igiene dell’assassino” ripropone i dilemmi del romanzo di Amèlie Nothomb: nei rapporti tra lettori e scrittori, tra vita e scrittura, tra corpo e mente.

     

  • Anch’io sono migrante!

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    Immigrazione e propaganda nella testimonianza di una cittadina ungherese residente in Italia: Zsuzsa Vincze e il suo progetto didattico per gli studenti di Seregno e Desio.

     

  • Il MEMB, un museo in sospeso

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    Il Museo Etnologico di Monza e Brianza. Quarant'anni di attività in una sede provvisoria. Intervista alla vicepresidente Silvana Giacovelli.

     

  • Arte e Costituzione

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    Una mostra a Seregno per mettere  insieme le risorse dell’arte con l’impegno politico. Il richiamo ai principi e ai valori democratici

     

  • Il Papa, la religiosità popolare e il Museo Etnologico di Monza e Brianza

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    Si è inaugurata al Mulino Colombo la Mostra “Religiosità popolare in Brianza: piccoli oggetti di ieri, grandi questioni di oggi”, a cura del Museo Etnologico di Monza e Brianza

     

  • Cronaca di una passione

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    Grande serata al cinema Roma di Seregno, con  le associazioni impegnate sul territorio nel sostegno alle vittime di indebitamento e con il regista Fabrizio Cattani

     

  • Un’etica per il nostro tempo

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    Dialogo con Franco Riva su responsabilità e fraternità, giustizia e  perdono, a partire dal suo libro  “La domanda di Caino”

     

     

  • Sconfitte, congiure e tradimenti in politica da De Gasperi a Renzi

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    “Bisogna saper perdere”, ovvero la politica come psicodramma. Il nuovo libro di Filippo Maria Battaglia e Paolo Volterra

     

  • Tra isole e storie, i viaggi meravigliosi di Ambrogio Borsani

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    A Libritudine il narratore di isole,  di viaggi e di pellegrinaggi  letterari

     

  • Antifascismo e revisionismo storico: come proporli ai ragazzi

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    Contro l’avanzata dell’estrema destra in Brianza, l’ANPI e le organizzazioni sindacali provinciali, insieme al Comitato Antifascista di Seregno, mobilitano la storia e la pedagogia.

     

  • Dino Campana. L’arcana felicità di una vita emarginata e inquieta

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    La Casa della Poesia di Monza racconta l'autore di Marradi: col romanzo di Laura Pariani, gli studi di Gianni Turchetta e Simona De Simone e la voce di Laura Piazza.

     

  • Un Paese inguaribilmente maschilista?

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    Nel  libro di Filippo Maria Battaglia “Stai zitta e va’ in cucina”, una desolante rassegna della italica riluttanza maschile al riconoscimento della parità delle donne

     

  • Johnny prende il fucile, la cuffia e il microfono

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    Intervista a Sergio Ferrentino sul suo audiodramma tratto dal testo di Dalton Trumbo, in programma al Franco Parenti di Milano dal 31 marzo al 3 aprile 2016

     

  • Giuseppe Lupo: così si costruisce una nuova casa per gli uomini

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    Pietre e stelle, memoria e sogno. Il legame con la Lucania. L'incontro con lo scrittore e il suo nuovo romanzo L’albero di stanze per la rassegna Mirabello Cultura 2016

     

  • L’amore, la famiglia, i figli, l’omosessualità: consultiamo i classici?

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    Qualche riflessione a margine del dibattito sulla legge Cirinnà

     

  • Storia della Seregno rurale, fra campi e cascine

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    Intervista a  Zeno Celotto e Chiara Ballabio, autori del volume pubblicato dal Circolo “Seregn de la Memoria”.

     

  • Mediterraneo

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    Il mare inghiotte qualsiasi cosa e ogni tanto la sputa; quando è allegro gli piacegiocare con gli avanzi: le patelle, le cozze, la pomice che leggera gira, gira, gira a pelo d’acqua e va e torna e sembra che scherzi.

     

  • Paola Cereda: scrivere per immaginare un altro presente

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    Brianzola di nascita e residente a Torino, in Le tre notti dell’abbondanza racconta di Calabria e di ‘ndrangheta, le dinamiche di sopraffazione e i legami di sangue che sembrano rendere invincibile questa realtà criminale, ma soprattutto le crepe che in questa realtà hanno aperto alcune donne, sindaci o collaboratrici di giustizia, con la loro determinazione.

     

  • La resistenza del maschio

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    Intervista a Elisabetta Bucciarelli. Nel suo nuovo romanzo mette in scena le derive dei tradizionali modelli del maschile e del femminile: «L’assenza è una caratteristica comune agli uomini che tante di noi incontrano, quelli che si negano, che sfuggono a impegni duraturi»

     

  • Ritratto del pianista da giovane nell’era della globalizzazione

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     Tra Tokio, Toronto e Seregno. Conversazioni e considerazioni sui giovani e la musica classica a margine del Concorso Pianistico Internazionale “Ettore Pozzoli

     

  • Alessandro Robecchi: la città cattiva, la “resistencia” e la satira

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    Intervista allo scrittore satirico, già caporedattore di Cuore, autore di Crozza, firma del Manifesto e autore di programmi radiofonici «La satira deve andare dal basso verso l’alto, dal debole al forte, altrimenti non è satira»

     

  • Il mio #Calvino VI. Ad alta voce

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    Di tante stagioni del mio inesauribile  e inesaurito rapporto con Calvino, la più recente è quella del divertimento condiviso con altri lettori attraverso la lettura ad alta voce. Lettori e collaboratori di Vorrei raccontano il proprio rapporto con la letteratura di Italo Calvino.  Scrivici anche il tuo Calvino: info@vorrei.org

     

  • La poesia, la crisi, il jazz: Paola Luffarelli alla Notte dei libri 2015

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    Intervista alla cantante intorno all'ultimo album “Nothing to lose” e a Emily Dickinson

     

  • Piero Marelli: il presente è fatto di passato e di sogni futuribili

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    Intervista al poeta. Il rapporto tra noi e i classici, la responsabilità del poeta e, ancora e ancora,  di necessità della poesia.

     

  • La Resistenza a scuola, settant’anni dopo la Liberazione

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    Speciale 70° della Liberazione. Come passare alle giovani generazioni il testimone della memoria e della lotta per i valori della democrazia?  Ne parliamo con Gianluca Alzati, insegnante e scrittore.

     

  • Gianni Biondillo e la necessità vitale di raccontare il mutamento

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    Intervista allo scrittore. Dalla periferia milanese all’Africa,  con uno sguardo attento alle realtà marginali, lontano dai luoghi comuni. «La Brianza è uno dei luoghi più devastati d’Italia: è un incubo paesaggistico. La differenza col paesaggio meridionale è che qui non si vedono i mattoni senza intonaco, i tondini che fuoriescono dal cemento».

     

  • Nemo propheta in patria briantea?

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    Il caso di Luca Crippa, ovvero del rapporto tra un artista visionario e anticonformista e  Seregno, la sua città natale,  che a lungo ne ha ignorato l’opera e  l’eredità.

     

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